Alessandro Benetton addio a Gloria Guidolin, l'assistente che era la sua stella
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Redazione Interno
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Un lutto improvviso e doloroso ha colpito il mondo degli affari e, in modo più privato, la vita di Alessandro Benetton. Gloria Guidolin, per oltre trent'anni volto e cuore operativo di 21 Invest, si è spenta a soli cinquantasei anni dopo una malattia, un evento che ha lasciato attoniti quanti, nel corso del tempo, hanno potuto apprezzarne la professionalità riservata e l'inesauribile dedizione. La notizia, comunicata dall'azienda stessa, ha aperto uno squarcio di dolore in quell'ambiente lavorativo che lei, con discrezione e competenza, aveva contribuito a plasmare, diventando un pilastro insostituibile per molti.
Il ricordo personale del presidente
È stato lo stesso Alessandro Benetton a rendere pubblico, con un commosso scritto, il legame profondamente umano che li univa, trascendendo i ruoli professionali. "Ciao stellina mia", ha esordito, utilizzando un appellativo che rivela un'affettuosità consolidata negli anni. Nel messaggio, ha ricordato come la Guidolin abbia organizzato persino i suoi impegni di viaggio poco prima di spegnersi, un gesto estremo di premura che fotografa l'essenza del suo carattere: sempre proiettata verso gli altri, con un'attenzione meticolosa al dettaglio e al benessere di chi le stava attorno. "Probabilmente hai anche voluto che io fossi partito per non disturbare", ha scritto Benetton, sottolineando quella che era una cifra del suo modo di essere, volto a evitare ogni possibile peso. La definizione che ne ha dato è quella di un vuoto incolmabile, una "voragine" nella sua vita, ponendola accanto alla famiglia più stretta.
Una carriera costruita con dedizione assoluta
Il percorso di Gloria Guidolin all'interno di 21 Invest, iniziato nel lontano 1992, è un esempio di crescita interna e fedeltà aziendale. Assunta inizialmente con la responsabilità delle funzioni amministrative e finanziarie, ne aveva ben presto dimostrato il valore, guadagnandosi nel 2001 la posizione di assistente personale del presidente. Un ruolo delicatissimo, di cui è difficile misurare l'impatto, che le ha permesso di entrare nel merito di tutte le attività del gruppo Edizione, la holding di famiglia. Secondo quanto riportato dalla società, il suo contributo è stato "profondo e determinante" nella definizione della cultura aziendale, rendendola un punto di riferimento costante e prezioso, una di quelle figure silenziose senza le quali meccanismi complessi possono incepparsi.
Il cordoglio e l'eredità di un'anima aziendale
La scomparsa prematura ha generato un'onda di sgomento che va ben oltre gli uffici direzionali, toccando l'intera rete professionale e umana legata al gruppo. I colleghi, ancora increduli, parlano della perdita di una "colonna", descrivendo una persona il cui sorriso, come quello che compare nella foto scelta per l'ultimo saluto, era una presenza rassicurante. La sua capacità di gestire, coordinare e, soprattutto, di essere presente con discrezione ha creato un solco profondo nell'organizzazione. La sua figura rimane così legata alle sorti dell'azienda, un tassello fondamentale della sua storia recente, la cui assenza si farà sentire nel quotidiano operare e nell'equilibrio di quel microcosmo che lei conosceva e amministrava nei dettagli.




