Palermo capolista solitario: 3-1 alla Sampdoria, ma per Strefezza c'è apprensione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una partita che sembrava scritta, quella del "Barbera", e invece ha regalato più di un motivo di riflessione per il Palermo di Pippo Inzaghi. I rosanero, davanti a un pubblico che ha superato le 33mila unità, si sono imposti con un netto 3-1 sulla Sampdoria nel posticipo della terza giornata di Serie B. Il risultato, per quanto tondo e autorevole, non ha però regalato solo sorrisi al tecnico piacentino, costretto a fare i conti con due possibili defezioni pesanti che potrebbero condizionare il prosieguo di una stagione iniziata nel migliore dei modi.

La vittoria, la terza consecutiva in campionato e la quinta considerando anche l'avventura in Coppa Italia, vale il primato solitario in classifica. Un piazzamento che nessuno si aspettava così precoce, ma che la squadra ha saputo costruire con un gioco propositivo e una concretezza sotto porta che al momento sta facendo la differenza. A inizio match, i padroni di casa hanno subito preso per mano il gioco con la rete di Strefezza, arrivata nei primi dieci minuti e capace di indirizzare immediatamente le sorti dell'incontro.

Nella ripresa, il raddoppio di Pohjanpalo ha dato un ulteriore scossone alla formazione ligure, spingendola a scoprirsi, come spesso accade a chi deve inseguire il risultato.

L'analisi di Corradi e la rimonta sfiorata

Proprio in quella fase, la Sampdoria ha trovato la forza per reagire, accorciando le distanze con un guizzo di Lorenzo Insigne che ha riaperto i giochi. Gli ospiti, in realtà, hanno costruito diverse occasioni pericolose e hanno cercato di mettere sotto pressione la retroguardia rosanero, come ha sottolineato a fine gara l'allenatore blucerchiato Bernardo Corradi. Il tecnico ha parlato di un 3-1 bugiardo, definendo la prestazione dei suoi "di grande intensità e carattere".

Secondo Corradi, la differenza l'hanno fatta unicamente le situazioni da gol, che il Palermo ha sfruttato con cinismo mentre la Samp no, nonostante un maggior possesso palla e un numero superiore di occasioni create. Un'analisi che non nasconde l'amarezza per il terzo ko stagionale (considerando anche l'eliminazione in Coppa Italia per mano della Cremonese) ma che al tempo stesso cerca di gettare le basi per un riscatto immediato.

L'apprensione per gli infortuni e la sfida all'Avellino

Nel momento di maggiore pressione doriana, quando il pareggio sembrava davvero a un passo, è arrivata la zampata di Palumbo, che ha messo al sicuro il risultato con il gol del definitivo 3-1. Un sigillo che ha spento sul nascere le speranze di rimonta della Samp e ha scatenato la festa dei tifosi di casa. La gioia per il primato, tuttavia, è stata parzialmente offuscata dalle condizioni fisiche di due pedine fondamentali nello scacchiere di Inzaghi.

Strefezza, autore del gol che ha sbloccato la partita, è uscito anzitempo dal campo e le sue condizioni sono state definite dubbie in vista del prossimo impegno di coppa. Insieme a lui, anche Hernani ha destato preoccupazioni per un problema fisico, alimentando la tensione in casa rosanero in vista della trasferta del Partenio-Lombardi contro l'Avellino, match che i palermitani affronteranno da capolista a punteggio pieno e con l'obbligo di gestire al meglio le energie.

La squadra di Inzaghi, fin qui, ha disputato tre partite in campionato, vincendole tutte con una media realizzativa che la sta proiettando verso le posizioni che contano. L'avvio sprint e la compattezza del gruppo stanno pagando, ma il calendario non concede tregua e le rotazioni, specialmente in caso di infortuni, potrebbero diventare un fattore cruciale.

Il test contro la Sampdoria ha confermato la solidità difensiva e la rapidità in contropiede dei rosanero, ma ha anche evidenziato qualche calo di tensione nella fase centrale del secondo tempo, quando i liguri hanno alzato il baricentro e creato più di un grattacapo alla retroguardia di casa. La capacità di soffrire e di colpire al momento giusto, come dimostra il gol di Palumbo, resta comunque una dote che in Serie B può rivelarsi determinante per la corsa alla promozione.

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