Esalazioni di cloro al Bulgari Hotel di Roma, dieci intossicati nel pomeriggio di paura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di venerdì 17 aprile, a pochi passi da piazza Augusto Imperatore, si è trasformato in un momento di apprensione collettiva quando una fuga di cloro, sprigionatasi all’interno del Bulgari Hotel, ha costretto i soccorritori a intervenire in forze. Sono una decina, stando a una prima sommaria ricostruzione, le persone che hanno riportato sintomi riconducibili all’intossicazione da vapori tossici, un incidente che ha visto mobilitare il personale del 118, i carabinieri e la polizia locale di Roma Capitale. L’allarme è scattato intorno alle 16:00, quando un errore nella miscelazione di prodotti chimici, verosimilmente durante le operazioni di manutenzione della vasca, ha generato una nuvola di gas potenzialmente letale negli ambienti tecnici della struttura, costringendo i responsabili dell’albergo a procedere con l’evacuazione immediata di ospiti e dipendenti.

L’intervento dei soccorsi e la messa in sicurezza dell’area

Sul posto, i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per bonificare l’area e scongiurare rischi residui; i loro interventi, come spesso accade in questi casi, si sono concentrati sulla ventilazione forzata dei locali e sulla verifica della qualità dell’aria, mentre le pattuglie del I Gruppo Centro della polizia locale provvedevano a chiudere via della Frezza, isolando di fatto il quadrante compreso tra via del Corso e via di Ripetta. Tra i feriti, la maggior parte di coloro che hanno accusato malori sono proprio i lavoratori della struttura, un dettaglio che emerge con chiarezza dai primi rapporti delle forze dell’ordine, sebbene non siano mancati momenti di concitazione tra i clienti dell’hotel a cinque stelle, fatti uscire all’esterno in tutta fretta. L’odore acre e pungente del cloro, denunciano alcuni presenti, si è diffuso rapidamente, causando difficoltà respiratorie e bruciore agli occhi, sintomi classici di un’esposizione acuta a queste sostanze.

Il bilancio dei coinvolti e i ricoveri ospedalieri

A subire le conseguenze più serie dell’esposizione, come confermato da più fonti, sono stati due operai – risultati poi essere i più esposti alla nube tossica – che sono stati trasportati in codice giallo (e secondo altre ricostruzioni in codice rosso) negli ospedali della Capitale, mentre altri otto dipendenti sono stati accompagnati in varie strutture sanitarie per accertamenti precauzionali. La direzione dell’hotel, attraverso una breve nota, ha specificato che l’incidente è avvenuto nel corso di un intervento di routine su una vasca decorativa non balneabile situata sulla terrazza, aggiungendo che la situazione, una volta intervenuti i pompieri, è stata rapidamente messa sotto controllo. Non si registrano, fortunatamente, casi di cronaca nera legati a decessi, ma l’episodio si inserisce comunque in una scia di analoghi incidenti chimici che hanno interessato impianti sportivi e ricettivi in diverse città italiane, sollevando inevitabilmente interrogativi sulla gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei locali tecnici.

Le indagini e i precedenti nella Capitale

Proprio sulla corretta esecuzione delle procedure di manutenzione si concentrano ora le attenzioni degli inquirenti; i carabinieri, insieme ai tecnici dello Spresal, stanno cercando di accertare la precisa dinamica della miscelazione errata che ha causato la reazione chimica, senza però trascurare l’ipotesi di un malfunzionamento degli impianti di aspirazione. Già in passato, del resto, la Capitale aveva assistito a episodi simili: se si escludono i casi più recenti avvenuti in Lombardia, nel 2025 si erano verificati intossicati in una piscina privata – tra cui alcuni minori – mentre un precedente ancora più grave a Milano aveva coinvolto decine di persone, tra cui numerosi bambini, sempre a causa di una fuoriuscita di cloro durante operazioni tecniche. Per ora, comunque, le condizioni dei due operai ricoverati sono in via di miglioramento, e la polizia locale ha provveduto a rimuovere i sigilli alla circolazione una volta che i vigili del fuoco hanno escluso la presenza di rischi residui per la salute pubblica nelle aree limitrofe all’hotel.

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