Salvini sostiene la protezione nazionale nel contesto della vicenda Open Arms

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini, ex ministro dell'Interno italiano, è salito sul banco degli imputati a Palermo per il processo relativo al caso Open Arms. Salvini è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio per aver negato lo sbarco a 147 migranti soccorsi in mare nell'agosto del 2019 dalla nave della ong spagnola Open Arms.

Il punto di vista di Salvini

Salvini ha rivendicato con orgoglio che durante il suo dicastero nessun migrante è morto in mare e che gli sbarchi sono diminuiti del 90%. Ha ribadito di aver solo difeso la sicurezza nazionale e ha sostenuto che la linea da lui tenuta sull'immigrazione era condivisa da tutto il Governo, almeno fino a quando la maggioranza ha tenuto.

Il ruolo della Spagna e dei colleghi di governo

Secondo Salvini, sin dal 2 agosto Open Arms sapeva che lo sbarco dei migranti in Italia sarebbe stato impossibile, ma l'ong ha preferito lo scontro frontale con l'Italia. La Spagna è intervenuta con grave ritardo, lasciando tutto il peso della vicenda sulle spalle dell'Italia. Sorprendentemente, anche Danilo Toninelli e Giuseppe Conte, alleati in quell'esecutivo sfasciato proprio in quei giorni di agosto del 2019, erano dalla sua parte.

Il caso Open Arms

Il caso Open Arms riguarda gli eventi dell'agosto 2019, quando la nave della ong spagnola ha soccorso 147 migranti in mare. Salvini, allora ministro dell'Interno, è accusato di sequestro di persona e rifiuto d'atti d'ufficio per aver negato lo sbarco dei migranti in Italia. Il processo è ancora in corso a Palermo.

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