Lotito: «Il Flaminio è il futuro della Lazio. Roma non deve temere di avere tre grandi stadi moderni»

Lotito: «Il Flaminio è il futuro della Lazio. Roma non deve temere di avere tre grandi stadi moderni»
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Redazione Sport Redazione Sport   -   A poche ore dalla grande protesta dei tifosi della Lazio, riunitisi in corteo in 20mila per manifestare il proprio dissenso contro la gestione societaria, il patron e presidente del club biancoceleste Claudio Lotito ha scelto di intervenire pubblicamente.

L'occasione è stata il tavolo di confronto intitolato “I grandi eventi sportivi: il Modello Roma”, organizzato dal gruppo Sole 24 Ore e tenutosi presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, un palcoscenico istituzionale dal quale il senatore di Forza Italia ha ribadito la propria linea, difendendo l'operato alla guida della società e lanciando un messaggio chiaro sul futuro della squadra.

Il progetto Flaminio come priorità per la città

Al centro dell'intervento di Lotito, inevitabilmente, c'è stato il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio, un'infrastruttura che per il patron rappresenta molto più di un semplice impianto sportivo. “Il progetto Flaminio rappresenta una grande opportunità per Roma. Recuperarlo significa dare una casa alla Lazio, ma anche riqualificare un intero quadrante della città”, ha dichiarato, sottolineando l'importanza strategica di un'operazione che unirebbe le esigenze del club a quelle di sviluppo urbanistico della Capitale.

Secondo il presidente, del resto, la città non deve avere timore di dotarsi di grandi strutture moderne, al passo con le metropoli europee; e ha citato l'esempio di Londra, che grazie alla molteplicità di impianti riesce a ospitare eventi internazionali, concerti e manifestazioni di altissimo richiamo, diventando un polo d'attrattiva globale.

“Clima che non rende merito a ciò che ho fatto”

La contestazione, che ha visto una partecipazione massiccia e trasversale con migliaia di sostenitori sfilare da Ponte Milvio fino al piazzale dello stadio Flaminio tra cori, bandiere e striscioni, è stata inevitabilmente al centro delle riflessioni del numero uno biancoceleste. Senza entrare nel merito delle ragioni specifiche del malcontento, Lotito ha espresso una certa amarezza per il clima che si è creato attorno alla sua figura, affermando: “Intorno alla mia persona c'è un clima che non rende merito a ciò che ho fatto. Con Lotito risultato garantito, questo lo ricordo sempre”.

Parole che arrivano a poche ore da un evento che ha visto la partecipazione straordinaria di figure pubbliche e istituzionali, a partire dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, noto tifoso biancoceleste, che sul palco della protesta ha parlato di un “disagio che non può restare inascoltato”.

Una sfida che va oltre i colori

Lotito, nel suo intervento, ha voluto però spostare il dibattito su un piano più alto, cercando di ricomporre la frattura in un'ottica di interesse collettivo. “Questa non è una missione della Lazio o della Roma, ma dell’intera città di Roma”, ha precisato il presidente, lanciando un appello alla collaborazione istituzionale e alla “buona politica”, quella capace di mettere da parte le appartenenze per raggiungere obiettivi comuni.

L'obiettivo, ha concluso, deve essere quello di rendere Roma “sempre più competitiva, sempre più attrattiva e sempre più capace di confrontarsi con le grandi capitali europee”, un traguardo per il quale le infrastrutture sportive giocano un ruolo chiave, al di là delle appartenenze e delle contrapposizioni del momento.

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