Aggressioni al personale sanitario: Cesetti chiede più prevenzione e sicurezza
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Redazione Salute
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Il tema delle aggressioni ai danni del personale sanitario è tornato al centro del dibattito politico nelle Marche, dopo una serie di episodi di violenza che hanno coinvolto operatori del settore. Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Pd, ha portato in aula la questione, sollecitando la Regione a intervenire con misure concrete per garantire maggiore sicurezza nelle strutture sanitarie. «È necessario investire di più in prevenzione e controlli, aumentare il personale e fornire tutela legale a chi subisce aggressioni», ha dichiarato Cesetti, annunciando l’intenzione di presentare una proposta di legge ad hoc.
L’occasione per riaccendere i riflettori sul fenomeno è stata l’aggressione, avvenuta oltre cinque mesi fa, a un’operatrice socio-sanitaria presso l’ambulatorio di Oculistica dell’ex Inam di Fermo. Un episodio che, insieme ad altri casi recenti nella provincia di Macerata, ha riportato l’attenzione su un problema che sembra non conoscere tregua. A Fermo, intanto, l’Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) ha deciso di dotare il personale di speciali orologi anti-aggressione, dispositivi che potranno essere attivati in caso di pericolo per richiedere immediato soccorso.
La risposta dell’assessore regionale Filippo Saltamartini non si è fatta attendere. Oltre a confermare l’acquisto degli orologi, Saltamartini ha ricordato che la Regione ha già investito 2 milioni di euro per migliorare la sicurezza nelle strutture sanitarie. Tuttavia, secondo Cesetti, questi provvedimenti non bastano. «Serve un impegno più strutturato», ha sottolineato il consigliere, evidenziando la necessità di un piano organico che includa non solo strumenti tecnologici, ma anche un potenziamento delle risorse umane e un supporto legale per gli operatori aggrediti.
Intanto, il dibattito sulle aggressioni al personale sanitario si allarga oltre i confini regionali. A Enna, l’Ordine dei Medici ha espresso perplessità sulla richiesta di archiviazione per “particolare tenuità del fatto” avanzata dal PM in relazione all’aggressione subita dal primario del reparto di Medicina dell’Ospedale Umberto I. Un caso che ha riacceso il confronto sull’efficacia delle norme introdotte dal Legislatore per contrastare il fenomeno, tra cui l’inasprimento delle pene e la procedibilità d’ufficio per alcuni reati, senza necessità di querela.




