Blitz antimafia a Palermo, scarcerati tra gli arrestati
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Redazione Interno
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PALERMO – Tra gli arrestati nei recenti blitz antimafia, alcuni hanno già ottenuto la libertà. È il caso di Domenico Salerno, 53 anni, coinvolto nell’inchiesta che ha colpito la famiglia mafiosa di Uditore. Il Tribunale del riesame ha accolto il ricorso presentato dal suo avvocato, Giovanni Rizzuti, annullando l’ordinanza di custodia cautelare emessa il 28 gennaio scorso. Le motivazioni della decisione non sono ancora state rese pubbliche, lasciando spazio a interrogativi sull’evoluzione giudiziaria del caso.
L’operazione, condotta dai carabinieri l’11 febbraio 2025, ha portato all’arresto di 180 persone, tra cui 33 già detenute. Molti dei cognomi coinvolti appartengono a famiglie storicamente legate ai vertici dei mandamenti di Cosa nostra, clan che hanno continuato a gestire affari consolidati, come estorsioni e traffico di droga, adattandosi però alle nuove tecnologie. Tra le attività emergenti, i giochi online rappresentano una delle principali fonti di guadagno, dimostrando come la mafia tradizionale si sia evoluta in una versione più moderna e tecnologica.
Emilio Miceli, presidente del Centro Studi Pio La Torre, ha pubblicato un’analisi dettagliata sui risultati dell’operazione, evidenziando almeno cinque elementi chiave. La maxi retata, che ha visto l’arresto di 181 persone, ha colpito duramente i clan di Pagliarelli, Tommaso Natale, Santa Maria di Gesù, Porta Nuova, Cinisi, Carini e Bagheria, oltre a una cellula mafiosa attiva a Villaseta, in provincia di Agrigento. Nonostante le scarcerazioni, 141 degli arrestati restano in carcere, mentre per altri sono state disposte misure come gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma.




