Nazionale, Malagò e la Serie A spingono per Conte ct: lui è pronto a ridursi l’ingaggio
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Redazione Sport
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A due giorni dall’elezione di Giovanni Malagò, il nuovo presidente della FIGC deve già fare i conti con la questione più spinosa e immediata: il futuro tecnico della Nazionale. La sua prima giornata da numero uno, trascorsa lontano da Roma e dalla Svizzera, gli ha comunque offerto il quadro completo della sfida che lo attende, e la consapevolezza, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il mondo del calcio e i suoi signori, oggi suoi grandi elettori, pretenderanno risposte in tempi rapidissimi.
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Così, mentre gli uffici di Coverciano si preparano a un’estate di cambiamenti, il nome di Antonio Conte è balzato in pole position, spinto da un fronte preciso che coinvolge la Serie A e il presidente della Lega, e sostenuto da un’idea che all’ex ct interista non dispiacerebbe affatto: quella di ridursi l’ingaggio pur di tornare a guidare l’Italia. mediaset
Un vertice tra contatti e riserve
Al momento, Malagò ha assicurato di non aver ancora formulato offerte concrete né di aver avviato trattative ufficiali, ma i primi contatti informali sono già partiti e si intensificheranno a partire da venerdì, quando il neopresidente farà rientro in Italia. mediaset
La sua linea, peraltro, non è ancora definita in modo univoco: da un lato, c’è la volontà di lanciare un segnale forte e di personalità, quale sarebbe appunto la scelta di Conte; dall’altro, la necessità di tenere i piedi per terra e rispettare un budget che non può essere forzato, tanto più in una federazione che deve fare i conti con risorse limitate. Ed è proprio su questo fronte che l’ex tecnico del Napoli e dell’Inter avrebbe fatto sapere, attraverso canali informali, di essere disponibile a un sacrificio economico pur di indossare nuovamente la maglia azzurra da allenatore. mediaset
Il pressing della Lega e il progetto a due tempi
La spinta della Serie A in favore di Conte non è un dettaglio marginale. I club di massima divisione vedrebbero di buon occhio un ritorno al timone della Nazionale di un tecnico dal carattere forte e dalla capacità di compattare l’ambiente, doti che aveva già mostrato ai tempi del primo incarico, tra il 2014 e il 2016, quando l’Italia sfiorò l’impresa agli Europei e si presentò con grinta ai Mondiali. Ma quella stessa carica, che oggi piace ai vertici della Lega, rappresenta per molti osservatori un’arma a doppio taglio.
La posizione di Libero, che descrive Conte come un allenatore senza l’ansia di rivincere l’Europeo del 2028 quanto piuttosto orientato a cercare il primo trofeo con una squadra "istantanea", ovvero la migliore possibile in quel momento, per poi tornare rapidamente nel giro dei club, solleva un interrogativo di fondo. La Nazionale avrebbe bisogno di un progetto a lungo termine e di una continuità di lavoro, mentre l’ex tecnico juventino è noto per la sua impazienza e per la sua abitudine a volere tutto e subito. mediaset
Il rischio sottovalutato della scelta Conte
C’è però un aspetto che, nel dibattito acceso dei media e degli addetti ai lavori, viene spesso messo in secondo piano, e che invece potrebbe rivelarsi decisivo. La scelta di Conte non sarebbe solo un azzardo dal punto di vista tattico o caratteriale, ma anche un azzardo progettuale. La sua personalità e il suo modo di intendere il calcio, basato su un’intensità fisica e mentale difficilmente sostenibile per due anni di fila senza un campionato tra le mani, mal si conciliano con i tempi lunghi di un ciclo europeo o mondiale.
E proprio questo aspetto potrebbe spingere Malagò a valutare l’ipotesi di un doppio binario: individuare prima un direttore tecnico, profilo che garantirebbe una struttura e una visione di fondo, e solo successivamente il commissario tecnico. In questa logica, il nome di Paolo Maldini è stato più volte accostato alla cabina di regia azzurra, ma al momento la pista è considerata complessa e irta di ostacoli, sia per la volontà dell’ex dirigente milanista di proseguire con i suoi impegni, sia per le difficoltà oggettive di trovare un accordo economico. mediaset
Un’altra strada per il dopo-Mancini
Se da una parte la candidatura di Conte continua a raccogliere consensi, almeno tra i club e in alcuni settori della stampa, dall’altra il pensiero di una soluzione diversa, magari più morbida e meno "istantanea", comincia a farsi strada. Il riferimento è a un profilo che non abbia l’urgenza di dimostrare tutto in pochi mesi e che possa accompagnare la Nazionale verso il 2028 con un percorso graduale, fatto di sperimentazioni e di integrazione dei giovani.
Ma, al momento, non esistono trattative aperte con altri nomi e l’unico dato certo è che Malagò si troverà a sciogliere un nodo che lo accompagnerà per tutta la prima estate del suo mandato. La sua doppia anima, tra il desiderio di un colpo ad effetto e la prudenza di chi non vuole bruciare le tappe, si rifletterà inevitabilmente sulla scelta finale. mediaset




