Neonati sepolti, il fidanzato di Chiara Petrolini: "Mai sospettato fosse incinta"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Samuel Granelli, che ha condiviso una relazione con l'imputata, ha testimoniato dinanzi alla Corte d'Assise di Parma, manifestando una profonda incapacità di comprendere gli eventi. Le sue parole, interrotte dal pianto, hanno descritto una totale mancanza di sospetti riguardo alle gravidanze della ventiduenne, nonostante la consuetudine e l'intimità del loro legame. "Non riuscivo a credere a quello che stava accadendo", ha affermato, sottolineando come nemmeno la vista del corpo della ragazza, quando era svestita, avesse mai generato in lui il benché minimo dubbio. Ha aggiunto, con una dichiarazione che risuona come un contrappunto al dramma, che lui avrebbe tenuto il bambino anche da solo, qualora ne avesse avuta l'opportunità.

La versione di Chiara Petrolini

Dalla sua posizione, Chiara Petrolini, che attualmente sconta gli arresti domiciliari nella dimora di famiglia a Vignale di Traversetolo, ha invece fornito una propria versione dei fatti attraverso una consulenza tecnica. La giovane, accusata di aver soffocato i due neonati per poi seppellirli nel giardino della villa, ha dichiarato di non aver fatto del male ai suoi bambini. Riguardo alle gravidanze, ha ammesso di non essersele aspettate, pur affermando di aver "un po' cercato" la seconda, poiché la prima esperienza, che risale al 2023, era terminata in modo negativo.

Una testimonianza sconvolgente

Il dibattimento, giunto alla sua terza udienza, ha visto il racconto di Granelli concludere la giornata di audizioni. Il giovane è apparso visibilmente sconvolto, un uomo il cui mondo è stato scosso da una verità che fatica ancora ad accettare. La sua testimonianza, carica di un emotività genuina e struggente, ha offerto alla corte il ritratto di una normalità infranta, dove nulla, in apparenza, lasciava presagire il tragico epilogo di due maternità tenute nascoste e concluse in modo così violento.

Il prosieguo delle indagini

Le indagini, che proseguono nel loro iter, si concentrano ora sulla ricostruzione precisa della sequenza degli eventi e sulla verifica delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti coinvolti. Il processo, che si snoda attraverso le deposizioni e le perizie, mira ad accertare le dinamiche e le responsabilità riguardanti la morte dei due bambini, i cui corpi sono stati rinvenuti nel medesimo luogo.

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