Il dominio di Clair Obscur: Expedition 33, un JRPG storico nella classifica dei premi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La scorsa stagione dei premi vide, com'era ampiamente previsto, il trionfo quasi assoluto di Clair Obscur: Expedition 33, il quale riuscì a catalizzare su di sé l'attenzione della critica specializzata a livello globale. Il Titolo, un JRPG di matrice francese sviluppato da Sandfall Interactive, non si limitò infatti a collezionare riconoscimenti minori, ma conquistò il massimo dei voti in numerosissime competizioni, arrivando a totalizzare un bottino finale di duecentonovantuno premi come Gioco dell'Anno. Una performance, questa, che gli permise di superare titoli acclamatissimi come Baldur’s Gate 3 e di insediarsi stabilmente nei piani alti della graduatoria storica, un traguardo che pochi avrebbero scommesso per un'esperienza proveniente da uno studio indipendente al suo debutto.
Una percentuale di vittorie senza precedenti
La sua ascesa, del resto, fu quantificata da dati precisi e inoppugnabili: su quattrocentoventinove premi complessivi assegnati durante l'anno, Clair Obscur: Expedition 33 ne ottenne quasi trecento, una cifra che corrisponde a circa il sessantotto per cento del totale. Una percentuale di dominio, la sua, che riflette un consenso trasversale e raro da osservare, il quale andò ben oltre i confini delle cerimonie più mediatiche. Se è vero che il gioco trionfò anche ai The GameGame Awards, aggiudicandosi il titolo più ambito della serata, è altrettanto significativo ricordare come venisse premiato in contesti geograficamente e culturalmente distanti, dalla Thailandia fino agli Indie Game Awards, sebbene quest'ultimo riconoscimento – come noto – fosse in seguito oggetto di una revoca.
La classifica storica e il sorpasso sui colossi
La sistematica raccolta delle informazioni, condotta meticolosamente dagli utenti di un noto forum di settore, ha permesso di tracciare un quadro definitivo del fenomeno, collocando Expedition 33 al terzo posto assoluto nella speciale classifica che elenca i giochi con il maggior numero di vittorie nella categoria Game of the Year. Una posizione che, oltre a rappresentare un primato per un titolo indie, lo pone davanti a veri e propri monumenti del videogioco contemporaneo, chiari punti di riferimento commerciali e di pubblico che per anni hanno detenuto quei posti. Il sorpasso su titoli come The Witcher 3: Wild Hunt, per citarne uno, non è quindi un semplice dato statistico, ma il segno tangibile di una rivoluzione critica inattesa.
La filosofia dello sviluppo e il futuro
Un successo di tale portata, com'è ovvio, solleva inevitabili interrogativi sulle mosse future degli sviluppatori, i quali si trovano a dover gestire un'eredità ingombrante e aspettative altissime. La risposta del team, almeno per quanto dichiarato pubblicamente, sembra voler sfidare ogni logica commerciale o di mercato, puntando su una filosofia creativa istintiva e per certi versi spregiudicata. Sandfall Interactive ha infatti lasciato intendere che il progetto successivo, pur essendo legato spiritualmente all'opera che li ha resi celebri, verrà sviluppato seguendo unicamente ciò che il team stesso considera "cool", un termine colloquiale che racchiude una volontà precisa di non farsi condizionare dal peso del precedente risultato, preservando quell'autenticità che è stata la chiave del loro impatto iniziale.




