?Cori e insulti a Gasperini, il Giudice Sportivo multa l’Inter: cinquemila euro di ammenda?
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Redazione Sport
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Il verdetto, arrivato nella tarda serata di ieri tramite il consueto bollettino ufficiale, ha messo nero su bianco una serie di provvedimenti che spaziano dalle squalifiche ai sanitari, passando per le infrazioni comportamentali delle società. Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea, analizzando i rapporti della 30esima giornata di Serie A, ha infatti inflitto una sanzione pecuniaria di cinquemila euro al club nerazzurro. La motivazione, come si legge nel dispositivo ufficiale, è chiara e inequivocabile: i sostenitori dell’Inter, durante l’arco della partita, hanno ripetutamente intonato cori insultanti nei confronti di Gian Piero Gasperini, tecnico della squadra avversaria.
I conti in tasca al Milan: un’abitudine che costa cara
Se per l’Inter la sanzione è legata a un episodio circoscritto di intemperanza verbale da parte della tifoseria, la situazione che riguarda il Milan assume invece i contorni di una vera e propria emergenza cronica disciplinare. Il club rossonero, infatti, è stato nuovamente sanzionato con una multa di 25mila euro al termine della sfida persa al Maradona contro il Napoli. L’accusa, per la quale il Milan è stato giudicato responsabile a Titolo oggettivo, riguarda i consueti e ingiustificati ritardi che hanno provocato lo slittamento di due minuti del calcio d’inizio e di tre minuti nella ripresa del secondo tempo. La situazione è talmente ricorrente che il Giudice Sportivo ha dovuto aggiungere una postilla pesante come un macigno, definendo l’infrazione come “recidiva reiterata continuata”.
A guardare il cumulo delle sanzioni, i numeri parlano da soli e raccontano di un vizio che si è trasformato in un lusso insostenibile. Dalle prime ammende da quattromila euro fino a questo ultimo record negativo, il Milan ha accumulato in questa stagione una spesa complessiva di 140mila euro, tra campionato e Coppa Italia, semplicemente per la sua tendenza a tornare in campo in ritardo. Una cifra che sale vertiginosamente di partita in partita: si è passati dai 20mila euro della gara contro il Parma fino ai 22mila del derby, per poi arrivare al picco di 25mila a Napoli. Una sanguinosa emorragia finanziaria che, se non altro, testimonia una certa costanza comportamentale da parte dello spogliatoio rossonero.
Squalifiche e diffidati: i conti con la giustizia sportiva
Parallelamente alle sanzioni economiche, il Giudice Sportivo ha dovuto fare i conti anche con il tesserato da squalificare, e l’elenco è piuttosto nutrito. Sette i calciatori che salteranno il prossimo turno di campionato, con pene di entità diversa a seconda della gravità dei cartellini estratti. Il caso più pesante riguarda Maleh della Cremonese, che dovrà scontare due turni di stop oltre a una multa di cinquemila euro, mentre per tutti gli altri il fermo è limitato a una sola giornata. Nella lista dei fermati figurano nomi di spicco come Ferguson del Bologna, Gudmundsson e Fagioli della Fiorentina, Suslov dell’Hellas Verona, McKennie della Juventus e Pellegrino del Parma.
Archiviata la pratica squalifiche, l’attenzione si è poi spostata sulla lista dei diffidati, quei giocatori cioè che si trovano a un passo dalla squalifica automatica. In questo caso, il campanello d’allarme scatta per tutti coloro che, avendo già rimediato quattro ammonizioni, rischiano di saltare l’impegno successivo al primo fallo pesante. La situazione, per i fantallenatori e gli allenatori, diventa un rebus tattico di non poco conto, dove ogni intervento in scivolata o ogni proteste al limite dell’area di rigore possono trasformarsi in un’assenza pesante in un momento cruciale della stagione.




