Caso Ramy, il gip respinge per la seconda volta la richiesta di perizia della Procura

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il procedimento penale per la morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne deceduto, si scontra con un nuovo e significativo ostacolo per l’accusa. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti respinto, per la seconda volta, la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura di Milano, un’istanza finalizzata a ottenere una consulenza tecnica che potesse chiarire, in maniera definitiva, la dinamica dell’accaduto. Questo secondo diniego, che segue un primo analogo rifiuto, rischia di precludere alla pubblica accusa la possibilità di integrare il proprio quadro probatorio con un elemento ritenuto cruciale, lasciando di fatto le indagini ancorate esclusivamente al materiale già acquisito dagli investigatori. La decisione del magistrato, la quale si inserisce in un contesto giudiziario già complesso, sembra pertanto orientare l’intera vicenda verso un possibile esito di archiviazione per il carabiniere coinvolto nei fatti.

Le dichiarazioni di Gusmeroli sulla pace fiscale

In un ambito completamente differente, quello della politica fiscale, il deputato Alberto Gusmeroli, commercialista e presidente della commissione Attività Produttive alla Camera per la Lega, è intervenuto per tracciare un bilancio positivo della cosiddetta “pace fiscale”. Gusmeroli, il cui profilo tecnico è strettamente legato alla materia, ha sostenuto con convinzione che la misura “funzionerà perché abbiamo corretto gli errori del passato”, evidenziando in particolare come le rate del pagamento siano state rese tutte uguali e i tempi siano stati allungati per agevolare gli aderenti. Pur esprimendo soddisfazione per l’impianto normativo, il parlamentare ha tuttavia lasciato intravedere margini di miglioramento, affermando che “il Parlamento può valutare miglioramenti, ampliando la platea dei beneficiari”, una dichiarazione che lascia intendere come il provvedimento non sia considerato definitivo ma suscettibile di ulteriori interventi correttivi.

L’appello di Salvini alle banche sul piano casa

Sul fronte delle politiche abitative, invece, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha lanciato un appello diretto al sistema creditizio nazionale. Nel corso di un intervento al Green Building Forum, Salvini ha preannunciato che “chiederò che sul Piano casa, scoperto nel 2026, parte dei fondi arrivi con gioia ed entusiasmo da parte di un sistema, quello delle banche, che sta facendo margini notevolissimi”. L’invito, formulato con un tono perentorio e colloquiale, è stato quello di una collaborazione attiva e non meramente formale, sottolineando come gli istituti di credito, che in questo momento storico registrano performance economiche molto positive, dovrebbero contribuire con slancio al finanziamento di un’iniziativa pubblica di tale rilevanza, quasi a voler colmare un vuoto di risorse con la partecipazione privata.

Le implicazioni giudiziarie del caso di Milano

Tornando al caso giudiziario milanese, la ripetuta negazione dell’incidente probatorio da parte del gip delinea uno scenario processuale sempre più definito. Senza la possibilità di disporre di quella perizia, la cui ammissione è stata giudicata per due volte non necessaria o non fondata, il fascicolo dell’accusa appare privato di un potenziale tassello dimostrativo. Questo indebolimento della struttura probatoria, che si scontra con il principio del giudicato sul mezzo istruttorio respinto, rappresenta un elemento di notevole difficoltà per i pubblici ministeri, i quali si trovano ora a dover valutare le poche opzioni rimanenti prima di un probabile e ormai concreto avvio del procedimento di archiviazione, che segnerebbe la chiusura delle indagini senza un rinvio a giudizio.

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