Il sogno (improbabile) del ripescaggio: come l’Italia potrebbe finire ai Mondiali grazie all’Iran

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La débâcle della Nazionale italiana, consumatasi sul campo della Bosnia al termine di una finale playoff giocata e persa ai calci di rigore, continua a tenere banco nel dibattito pubblico. L’eliminazione, che sancisce il terzo fallimento consecutivo nella qualificazione alla fase finale del campionato del mondo, ha scatenato un vero e proprio terremoto nelle stanze della Federcalcio. Eppure, in mezzo alla desolazione e alle annunciate dimissioni dei vertici – tra i quali figurano l’ex numero uno Gravina e il capodelegazione Buffon – si è aperto uno spiraglio tecnico, per quanto angusto, capace di riaccendere surreali speranze di ripescaggio.

Lo scenario asiatico e il nodo Iran

Per comprendere la natura di questa concreta, benché remota, possibilità, occorre spostare l’attenzione dagli spogliatoi di Zenica alla complessa situazione geopolitica che coinvolge l’Iran. La nazionale mediorientale, inserita nel Gruppo G insieme a Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto, deve disputare due delle tre partite del girone eliminatorio a Los Angeles. È proprio la scelta di questa sede, situata nel cugevole della California, a rappresentare un ostacolo potenzialmente insormontabile.

A causa dell’acuirsi del conflitto in corso con gli Stati Uniti, il ministero dello Sport iraniano ha lasciato intendere più volte la volontà di ritirare la propria squadra dalla competizione, ritenendo troppo alti i rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei propri atleti in territorio americano. Una dichiarazione ufficiale del ministro Ahmad Donyamali, ripresa dalle agenzie internazionali, ha gettato benzina sul fuoco: “Data la situazione, in nessun caso parteciperemo a un torneo co-ospitato dagli Stati Uniti”. Sebbene la Fifa – con il suo presidente Infantino che ha riportato la posizione di Donald Trump, il quale avrebbe garantito il benvenuto alla selezione persiana – stia tentando una mediazione, lo stallo permane.

La regola 6.7 e l’incognita dei criteri di scelta

In assenza di un precedente storico chiaro per un ritiro volontario in prossimità dell’evento, il regolamento Fifa lascia ampi spazi di manovra. Il punto cruciale è racchiuso nel capitolo relativo alle rinunce, dove si stabilisce che, in caso di ritiro di una Federazione partecipante, l’organismo mondiale “deciderà la questione a sua esclusiva discrezione, adottando le misure che riterrà necessarie”. Questo potere discrezionale apre due strade principali.

La prima, considerata la più logica dalla stampa specializzata, suggerisce l’ingresso della migliore tra le escluse della confederazione asiatica, ossia l’Iraq o, in subordine, gli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, la regola non vincola la Fifa a questa scelta, permettendole di guardare oltre i confini continentali. Ed è qui che entra in gioco il ranking. Secondo alcune fonti, l’ipotesi più affascinante per i vertici del calcio mondiale – desiderosi di preservare lo spettacolo e gli introiti pubblicitari – sarebbe quella di ripescare la squadra con il ranking più alto tra le escluse. In questa graduatoria ideale, l’Italia occupa la prima posizione, staccando nettamente Galles e Irlanda.

Il girone possibile: un trittico di ferro tra Canada, Svizzera e Qatar

Qualora la Fifa dovesse effettivamente orientarsi su questa soluzione (definita “sogno” dai tifosi azzurri), il cammino nella competizione sarebbe già tracciato. Il sorteggio effettuato a Washington ha già stabilito i gironi, e l’eredità dell’Iran nel Gruppo G verrebbe raccolta integralmente dalla sostituta. Per l’Italia si tratterebbe di un esordio ad alta tensione: il 12 giugno a Toronto contro il Canada padrone di casa, una nazionale in crescita guidata dalle folate di Davies e dalla concretezza di Jonathan David.

Si passerebbe poi a una sfida dalle tinte emotive fortissime, il 18 giugno a Los Angeles, contro la Svizzera. Gli elvetici, eliminando l’Italia agli ottavi dell’ultimo Europeo, sono diventati una sorta di bestia nera per gli azzurri, e la loro rosa è zeppa di conoscenze del campionato italiano a cominciare da Akanji, Freuler e Rodriguez. La chiusura del girone, infine, è prevista il 24 giugno a Seattle contro il Qatar, la nazionale asiatica che cerca la prima storica vittoria nella fase finale di un mondiale dopo il deludente debutto casalingo del 2022. Un percorso ad ostacoli che, se l’Iran dovesse realmente gettare la spugna, riaccenderebbe improvvisamente i riflettori su un’estate che sembrava già scritta.

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