Mondiali 2026, la Fifa cambia gli inni pre-partita e accelera la rivoluzione del torneo
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Redazione Sport
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Ai Mondiali 2026 la Fifa ha modificato uno dei momenti più riconoscibili del calcio internazionale, quello degli inni nazionali che precedono il calcio d’inizio delle partite. La novità è emersa già durante la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica e, contrariamente a quanto qualcuno aveva ipotizzato, non si è trattato di una scelta limitata alla cerimonia d’apertura. La decisione si inserisce in una serie di cambiamenti che stanno caratterizzando questa edizione della Coppa del Mondo, un torneo che continua a far discutere per le trasformazioni introdotte negli ultimi anni. Alcuni hanno accolto positivamente il nuovo format degli inni, mentre altri lo hanno definito l’ennesima “americanata” associata ai Mondiali 2026.
La modifica del rituale pre-partita arriva dopo una delle scelte più significative adottate dalla Fifa, ovvero l’espansione della Coppa del Mondo da 32 a 48 nazionali partecipanti. Il presidente della federazione internazionale, Gianni Infantino, ha così associato alla crescita del torneo una revisione di elementi tradizionalmente considerati intoccabili. Secondo quanto emerso, all’origine del cambiamento relativo agli inni ci sarebbe un desiderio di Del Piero. Il risultato è un torneo che presenta un volto diverso rispetto al passato, non soltanto per il numero di squadre coinvolte ma anche per il modo in cui vengono scanditi i momenti simbolici che accompagnano l’ingresso in campo delle nazionali.
Nuove regole e un calcio più veloce ai Mondiali 2026
Le novità non riguardano soltanto il protocollo pre-partita. I Mondiali 2026 rappresentano infatti anche un punto di svolta per il regolamento del gioco. L’Ifab, l’International Football Association Board, ha approvato nuove norme che saranno rese permanenti al termine della manifestazione. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il calcio più rapido, riducendo le perdite di tempo e favorendo una gestione più fluida delle gare. Accanto a questo aspetto emerge anche una maggiore attenzione verso il rispetto della figura arbitrale, un tema che assume un ruolo centrale all’interno delle modifiche introdotte per la competizione.
Le nuove disposizioni attribuiscono inoltre ulteriori responsabilità al Video Assistant Referee, confermando la crescente centralità della tecnologia nelle decisioni di gara. Il torneo viene descritto come uno spartiacque capace di segnare un prima e un dopo per la disciplina calcistica. La combinazione tra regole aggiornate, strumenti digitali e nuove procedure operative punta a incidere direttamente sullo svolgimento delle partite, influenzando il lavoro degli arbitri e il comportamento dei protagonisti in campo. In questo contesto, la Coppa del Mondo del 2026 si presenta come un laboratorio nel quale vengono testate innovazioni destinate a rimanere anche oltre la conclusione del torneo.
Arbitri tecnologici e il pallone con chip elettronico
Tra gli aspetti più evidenti dei Mondiali 2026 c’è la dotazione tecnologica a disposizione degli ufficiali di gara. Arbitri e assistenti possono contare su strumenti avanzati per l’assegnazione dei rigori, il rilevamento dei fuorigioco e altre decisioni che possono influire in maniera decisiva sull’esito degli incontri. Sebbene il Var e il sistema di rilevamento semiautomatico del fuorigioco siano presenti nel calcio da diversi anni, l’applicazione prevista per questa edizione della Coppa del Mondo viene indicata come una delle più avanzate non soltanto nel panorama calcistico ma nello sport di alto livello in generale.
La spinta verso l’innovazione coinvolge anche il pallone ufficiale della competizione. Prima delle partite, infatti, il pallone deve essere “messo in carica” perché al suo interno è presente un chip elettronico destinato a collaborare con gli strumenti di supporto arbitrale. L’idea è quella di trasformare il pallone in un elemento attivo del sistema tecnologico che governa il match. Il chip contiene sensori capaci di fornire informazioni sulla posizione e sui movimenti del pallone, contribuendo così a rendere più precise le valutazioni effettuate da arbitri e VAR durante il gioco.
La presenza di questa tecnologia viene spiegata attraverso un’immagine semplice: il pallone non è più soltanto un oggetto utilizzato dai calciatori, ma assomiglia a un dispositivo essenziale dotato di sensori dedicati esclusivamente al monitoraggio dei suoi spostamenti. Insieme alle nuove regole, agli strumenti arbitrali avanzati e al cambiamento del rituale degli inni nazionali, questa soluzione contribuisce a definire il profilo dei Mondiali 2026, un torneo caratterizzato da una serie di interventi che stanno modificando sia gli aspetti simbolici sia quelli tecnici del calcio internazionale.




