Caldo record in Sicilia e Sardegna, l'Italia stretta nella morsa dei 45 gradi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La Sicilia arde, ma non è la sola: mentre l'isola si avvicina pericolosamente al tetto massimo europeo toccato a Floridia nel 2021, è la Sardegna a offrire il quadro forse più inquietante di questa estate 2026, con un microclima che sembra impazzito e oscillazioni termiche da capogiro. I dati diffusi dal Servizio informativo agrometeorologico siciliano (Sias) dipingono una giornata da incubo per molte località dell'isola, con il termometro che ha letteralmente sfondato il muro dei 45 gradi in diversi comuni.
La stazione di Riesi, nel Nisseno, ha toccato i 45,5 gradi, stabilendo non solo il record di giornata ma anche il nuovo valore massimo assoluto per la serie storica delle rilevazioni, avviate per la maggior parte dei siti a partire dal 2002.
La mappa del rogo siciliano
Poco distante, Caltagirone ha registrato 45,3 gradi, mentre Mineo, in provincia di Catania, e Piazza Armerina, nell'Ennese, hanno fatto segnare 44,9 gradi. La colonnina di mercurio non ha risparmiato il Palermitano, con Contessa Entellina ferma a 44,5 e Giuliana a 44,1; stessa temperatura, 44,1 gradi, anche per Delia, sempre nel Catanese. Questi valori, spiegano gli esperti del Sias, rappresentano un superamento dei precedenti picchi assoluti per ciascuna di queste stazioni, un dato che conferma la tendenza all'inasprimento delle condizioni climatiche estreme.
Se la Sicilia è un forno a cielo aperto, le previsioni per i prossimi giorni non accennano a una tregua, con il livello di allerta che resta altissimo in gran parte del territorio.
L'anomalia sarda: il microcosmo dell'estremo
Eppure, a gettare un'ombra ancora più lunga sulla crisi climatica in atto è la situazione che si registra in Sardegna. L'isola, tradizionalmente esposta ai colpi di coda dell'anticiclone africano, sta vivendo un'esperienza termica che va oltre il semplice caldo record. Gli ultimi rilevamenti dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente (Arpas) hanno certificato temperature superiori ai 45 gradi nella zona del Nuorese, con punte di 45,1 gradi a Orani e 42,4 gradi a Ottana.
Ma il dato che più allarma gli addetti ai lavori è l'incredibile escursione termica che si registra nell'entroterra: in pieno luglio, si passa dai picchi diurni di oltre 45 gradi a notti tropicali con temperature che difficilmente scendono sotto i 23 gradi, eppure in alcune aree interne il termometro notturno è crollato fino a 12 gradi, generando un salto termico di quasi 25-30 gradi nell'arco di poche ore.
Un'Italia a due velocità tra bollini e prime tregue
Questa marcata differenza tra le zone costiere e l'entroterra sardo, con un'escursione che in alcuni casi ha toccato i 21 gradi, sta mettendo a dura prova non solo l'ecosistema ma anche la capacità di adattamento della popolazione e delle infrastrutture, mentre gli incendi divampano in varie zone dell'isola alimentati dalla vegetazione secca e dal vento.
Il bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità sulle ondate di calore fotografa un panorama nazionale a tinte forti: per oggi sono state classificate 14 città da bollino rosso, il livello di allerta massimo, con quattro in arancione e solo Trieste a godere del bollino verde. Domani, secondo le proiezioni, il numero delle città da allerta massima salirà a 17, a testimonianza di un caldo estremo che, nonostante i primi timidi segnali di cedimento in alcune località del Nord, si conferma fuori da ogni schema stagionale.
L'attenzione resta puntata sulle due isole maggiori, dove i termometri continuano a danzare su valori proibitivi, mentre gli esperti monitorano con preoccupazione l'evoluzione di un'ondata di calore che, per intensità e durata, sta già lasciando un segno indelebile nella memoria meteorologica dell'estate 2026.




