Lotito attacca Gravina: "Se la Lazio non funziona, è colpa del presidente"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tra Claudio Lotito e Gabriele Gravina i rapporti non sono mai stati idilliaci. Scontri verbali, divergenze sulle riforme e una rivalità che, negli anni, ha travalicato i confini del semplice dissapore politico. Ora, con la Nazionale in affanno – una crisi che, a parte il trionfo agli Europei del 2021, si protrae da tempo – il patron della Lazio ha deciso di puntare il dito contro il presidente della Figc. Intervenuto al Festival della Serie A, Lotito, sollecitato dai giornalisti sulle prestazioni degli azzurri, ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: «Sono cambiati vari ct, ma è rimasto il presidente federale». Una frecciata che non ammette repliche, sottintendendo una responsabilità diretta di Gravina nel declino del calcio italiano.

Quella di Lotito, del resto, non è una semplice polemica estemporanea. Già in passato il numero uno della Lazio aveva espresso perplessità sulla gestione federale, e oggi, forte della rinnovata fiducia in Maurizio Sarri – tornato in panchina dopo l’esperienza con Marco Baroni – sembra voler riaffermare il proprio peso nel dibattito. «Bisogna assumersi le responsabilità», ha aggiunto, quasi a voler scagionare Luciano Spalletti, definito «solo un dipendente», dalla crisi della squadra nazionale.

Intanto, la Lazio guarda avanti. Con Sarri di nuovo al timone, il club lavora al mercato con l’obiettivo di riconquistare l’Europa dopo il settimo posto in campionato. Lotito, tuttavia, frena gli entusiasmi: «Niente figurine Panini», ha dichiarato, riferendosi a un mercato sobrio e mirato, mentre conferma la fiducia in Nicolò Rovella, «non in vendita».

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