Diritto alla riparazione, cosa cambia per smartphone ed elettrodomestici

Diritto alla riparazione, cosa cambia per smartphone ed elettrodomestici
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Riparare un prodotto guasto anziché sostituirlo diventa più semplice grazie al diritto alla riparazione, entrato in vigore in Italia con nuove disposizioni a tutela dei consumatori. Il provvedimento introduce obblighi specifici per i produttori di determinate categorie di beni e punta a prolungare la durata degli apparecchi elettronici ed elettrodomestici. L'obiettivo è ridurre gli sprechi, limitare il ricorso all'acquisto di prodotti nuovi e favorire un modello di consumo basato sul riutilizzo delle risorse. Le nuove regole interessano sia l'assistenza dopo la scadenza della garanzia legale sia le condizioni applicabili quando si sceglie di riparare un bene difettoso coperto dalla garanzia.

Quali prodotti devono essere riparati anche fuori garanzia

La novità riguarda 11 categorie di prodotti per le quali i fabbricanti sono tenuti a offrire interventi di riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale. Nell'elenco rientrano lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, aspirapolvere, smartphone, tablet, televisori e altri dispositivi elettronici soggetti ai requisiti europei di riparabilità. L'obbligo non significa che qualsiasi oggetto danneggiato debba essere aggiustato gratuitamente in ogni circostanza: la normativa prevede che l'intervento avvenga entro un periodo ragionevole e a un prezzo ragionevole. Per i consumatori, questo meccanismo offre una possibilità in più per mantenere in funzione apparecchi che altrimenti potrebbero essere sostituiti, anche quando la copertura legale è terminata.

Garanzia legale e nuove tutele per chi sceglie di riparare

Le disposizioni intervengono anche sulla garanzia legale di conformità, con un incentivo per chi preferisce aggiustare un prodotto difettoso invece di sostituirlo. Quando la riparazione viene scelta nell'ambito della garanzia, è previsto un prolungamento di 12 mesi della tutela legale. Questa misura punta a rendere la riparazione una scelta più conveniente, riducendo il rischio che il consumatore debba rinunciare all'intervento per timore di ritrovarsi nuovamente senza protezione in caso di problemi. Le modifiche relative alla garanzia si applicano ai contratti conclusi dal 31 luglio 2026, mentre gli obblighi specifici per le riparazioni fuori garanzia seguono la decorrenza prevista dal provvedimento italiano.

Perché riparare riduce rifiuti ed emissioni

Il vantaggio del diritto alla riparazione riguarda anche l'impatto ambientale della produzione e dello smaltimento dei beni di consumo. La Società Italiana di Medicina Ambientale richiama l'attenzione sulle conseguenze dello smaltimento prematuro dei prodotti ancora riparabili: in Europa, questo fenomeno è associato ogni anno a 35 milioni di tonnellate di rifiuti e a 261 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra. Prolungare la vita di lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie permette di ridurre la necessità di fabbricare nuovi apparecchi e, di conseguenza, il consumo di materie prime legato alla loro produzione. Il ricorso alla riparazione si inserisce così negli obiettivi dell'economia circolare, che promuove un uso più efficiente delle risorse e una minore produzione di scarti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.