Manifestazione "No Ponte" a Messina: duemila in piazza contro il progetto sullo Stretto
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Redazione Interno
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"Lo Stretto non si tocca, Calabria e Sicilia unite nella lotta". È questo lo slogan scandito dai duemila manifestanti scesi in piazza a Messina per il corteo indetto dalla rete "No Ponte", guidata dall’ex sindaco della città. Alla protesta, che ha visto una nutrita delegazione arrivare da Reggio Calabria, ha partecipato anche Antonio Mazzeo, attivista noto per il suo impegno nella Freedom Flotilla diretta a Gaza, arrestato e poi rimpatriato.
La mobilitazione riflette un malcontento diffuso, alimentato da preoccupazioni ambientali e sociali, mentre il governo procede con l’iter del progetto. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, ha rivendicato con toni trionfalistici – tipici della sua comunicazione – l’avvio dei cantieri come "una delle maggiori soddisfazioni della mia storia politica". Parole che riecheggiano quelle usate anni fa sulla questione degli sbarchi, con un’analogia che non sfugge a chi osserva la retorica del leader leghista.
Il ponte, cancellato nel 2012 dal governo Monti sotto pressioni europee, è tornato al centro dell’agenda politica del centrodestra, nonostante le perplessità sollevate da più parti. Michele Serra, in un articolo su "Repubblica", ha ironizzato sulla persistenza del progetto, definendolo con una maiuscola emblematica – "il Ponte" – e accennando agli "uccelli del malaugurio" che, secondo lui, aleggerebbero sull’opera voluta da Giorgia Meloni e Salvini.




