Vasco Rossi: "Mi bullizzavano, ma dalla mia Zocca è nata la forza"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La leggenda del rock italiano, parlando in un’intervista, ha svelato le difficoltà incontrate durante la gioventù, quando l’essere originario di un piccolo paese diventava, agli occhi di alcuni, motivo di esclusione. "Quando dicevo che venivo da Zocca mi guardavano male", ha raccontato Vasco Rossi, descrivendo senza retorica quell’esperienza di bullismo che ha segnato i suoi anni più fragili. È stato proprio il teatro, un’attività alla quale si è avvicinato in quel periodo, a rappresentare per lui un’ancora di salvezza e un fondamentale strumento di espressione, un elemento, questo, che oggi vuole restituire alla sua terra.

Un teatro per Zocca, un ritorno alle radici

Da quella esperienza personale, che l’artista definisce formativa, nasce ora un progetto concreto nel cuore dell’Appennino modenese: un corso di recitazione sperimentale che avrà sede, a partire dal gennaio 2026, nel teatro comunale di Zocca, struttura intitolata proprio al rocker. "È una cosa che avevo in testa da tempo", ha spiegato Rossi, sottolineando come l’iniziativa sia il frutto di un desiderio maturato negli anni. Il percorso, sostenuto economicamente dal cantante e promosso dall’amministrazione locale, sarà affidato alla guida dell’attore Andrea Ferrari, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di crescita ai giovani del territorio.

I maestri dell’ispirazione: Guccini e De André

Oltre al palcoscenico, un’altra forza ha plasmato l’identità artistica di Vasco Rossi: la grande musica d’autore italiana. In particolare, due figure sono state da lui indicate come pilastri assoluti, veri e propri fari nella sua traiettoria creativa. Francesco Guccini, con la sua potenza narrativa e linguistica, viene da lui definito "un mito". Ancora più in alto, se possibile, colloca Fabrizio De André, che per il rocker di Zocca rappresenta nientemeno che "il mio Nobel", una consacrazione ideale della capacità di fare poesia in musica. È interessante notare, come lui stesso ha ammesso, che molte delle sue canzoni più celebri e complesse hanno trovato una piena comprensione, anche da parte del loro stesso autore, soltanto a distanza di tempo, dopo che la vita ne ha svelato i significati più profondi.

L’orgoglio delle origini e un episodio scolastico

Quello di definirsi "montanaro", per Vasco Rossi, non è mai stato un semplice vezzo folkloristico, bensì una dichiarazione d’appartenenza identitaria forte e orgogliosa, un modo per rivendicare le proprie radici che un tempo furono motivo di derisione. Questo legame viscerale con il suo paese si intreccia con altri ricordi di gioventù, come un episodio che lo vide allontanato da un istituto scolastico, dettaglio che contribuisce a dipingere il ritratto di un ragazzo anticonformista e spesso in contrasto con gli schemi prestabiliti. Oggi, quel ragazzo divenuto icona nazionale chiude un cerchio ideale, trasformando le ferite del passato in un’offerta concreta per il futuro della sua comunità, portando il teatro proprio lì dove tutto ebbe inizio.

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