Arianna Fontana chiude al quarto posto nei 1000 metri, niente quattordicesima medaglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’attimo che decide il destino di una carriera, sui pattini dello short track, talvolta si condensa in un contatto che dura una frazione di secondo; e per Arianna Fontana, nella finale dei mille metri di queste Olimpiadi di Milano Cortina, quell’attimo è coinciso con l’impatto subito ad opera della cinese Gong Li, un urto che l’ha proiettata all’esterno della pista, costringendola a una rimonta disperata poi conclusasi al quarto posto -1-5. La campionessa valtellinese, unica over trenta in una finale dominata dalla giovane generazione, ha dovuto così accontentarsi della medaglia di legno in una gara che storicamente non è mai stata la sua preferita – un bronzo a Pyeongchang 2018 nel suo palmarès – vanificando di fatto il tentativo di staccare lo schermidore Edoardo Mangiarotti nella classifica degli atleti italiani con più medaglie olimpiche, restando con lui appaiata a quota tredici -1-2.

La gara, vinta dall’olandese Xandra Velzeboer che ha messo in fila il terzo oro personale in questa rassegna, ha visto l’argento finire al collo della canadese Courtney Sarault e il bronzo alla sudcoreana Gilli Kim, esordiente ai Giochi e subito protagonista -1-2-6. Per l’azzurra, partita bene e intenta a difendere la seconda posizione, lo scontro con l’atleta cinese ha rotto l’equilibrio e la dinamica di gara, obbligandola a ripartire dal fondo e a ricucire uno strappo che, nonostante la determinazione e il recupero finale, l’ha vista tagliare il traguardo a un solo decimo di secondo dalle zone che contano, quelle del podio -5.

L’altra Italia del ghiaccio vola con i suoi uomini

Se la regina Fontana ha dovuto inchinarsi all’evolversi convulso della propria finale, il settore maschile dello short track italiano ha fornito indicazioni confortanti in ottica medaglia, con un Pietro Sighel che sembra aver fatto dello “stile rovesciato” un marchio di fabbrica in questi Giochi: dopo l’arrivo volutamente all’indietro in staffetta, il trentino ha replicato la scena nelle batterie dei cinquecento metri, seppur per cause di forza maggiore, venendo sbilanciato da un avversario all’ultima curva e tagliando il traguardo ruotato sui pattini, ma qualificandosi comunque con un ottimo tempo di 40”942 -1-7. Insieme a lui, hanno staccato il pass per i quarti di finale anche Lorenzo Previtali e Thomas Nadalini, entrambi secondi nelle rispettive batterie e pronti a giocarsi le loro carte -5-8.

La staffetta maschile si guadagna la finale

Sempre sul fronte maschile, la squadra azzurra composta da Sighel, Nadalini, Spechenhauser e Cassinelli ha sudato le proverbiali sette camicie per strappare il biglietto per la finale della staffetta, in programma venerdì: in una semifinale dai ritmi serrati, gli azzurri sono stati costretti a una rimonta poderoso negli ultimi giri, con Pietro Sighel che è riuscito a infilarsi tra i frazionisti canadesi e cinesi per conquistare quel secondo posto utile per l’accesso all’atto conclusivo, dove si assegneranno le medaglie -1-5.

Il percorso femminile tra quarti e finali

Nel corso della mattinata, il cammino delle azzurre nei mille metri era proseguito senza intoppi fino alle semifinali: dopo la qualificazione agevole di Arianna Fontana, che aveva vinto il proprio quarto di finale, era arrivato il turno di Elisa Confortola, capace di passare il turno aggrappandosi al secondo posto nella propria batteria, mentre Chiara Betti era rimasta esclusa già ai quarti -7. Nella finale B, poi vinta proprio dalla Confortola, l’altra specialista italiana ha chiuso con un buon crono, confermando la profondità del movimento azzurro in una disciplina che, al di là della delusione per il podio mancato di Fontana, continua a regalare soddisfazioni e presenze nelle fasi calde del programma olimpico -2-5.

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