Fondi europei 2028-2034, sei Regioni anticipano il Governo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sei Regioni italiane hanno deciso di muoversi in anticipo sui fondi europei 2028-2034, lavorando insieme a una proposta da utilizzare nel confronto sulla futura programmazione comunitaria. Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana hanno avviato la preparazione di una sorta di piano-ombra mentre da Roma non sono ancora arrivate indicazioni concrete sul ruolo che i territori avranno nel nuovo sistema. L’iniziativa nasce dal timore di perdere capacità di programmazione nella gestione delle risorse strutturali europee, in una fase nella quale la Commissione punta a modificare profondamente l’architettura della politica di coesione.

Le Regioni del Nord preparano un piano per i fondi UE

Il nodo riguarda soprattutto il futuro Piano di partenariato nazionale e regionale previsto per il prossimo ciclo finanziario dell’Unione. Dal 2028 questo strumento dovrebbe prendere il posto dell’attuale sistema composto da oltre 50 programmi regionali, cambiando il rapporto tra amministrazioni territoriali e Stato nella definizione degli investimenti. Il Sole 24 Ore descrive l’iniziativa delle sei amministrazioni come una risposta all’indecisione del Governo nella preparazione del negoziato con Bruxelles: l’obiettivo è arrivare al confronto con una posizione già elaborata anziché attendere che sia definito interamente a livello centrale il modello italiano.

La preoccupazione non riguarda soltanto le aree economicamente più forti del Paese. Anche in Sicilia il possibile accentramento della programmazione ha alimentato il confronto politico regionale, perché una riduzione del ruolo degli enti territoriali modificherebbe direttamente il modo in cui vengono individuati progetti e priorità di spesa. Per chi governa le Regioni, il passaggio da programmi distinti a un impianto nazionale più integrato pone quindi una questione di competenze oltre che di risorse: decidere quanto spazio assegnare alle amministrazioni locali nella pianificazione significa stabilire chi avrà maggiore peso nella selezione degli interventi finanziati dall’Unione.

A Bruxelles oltre 140 Regioni contro una gestione più centralizzata

La stessa questione è arrivata al Parlamento europeo attraverso EURegions4Cohesion, iniziativa nata nel maggio 2024 per difendere il ruolo dei territori nella politica di coesione. All’incontro organizzato a Bruxelles hanno partecipato oltre 140 amministrazioni europee insieme alla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola, alla vicepresidente Antonella Sberna e a numerosi europarlamentari. Nel confronto è intervenuto anche Raffaele Cattaneo, sottosegretario lombardo con delega alle Relazioni internazionali ed europee, mettendo in guardia dal rischio di un nuovo centralismo nella gestione delle risorse.

La proposta per il bilancio europeo del periodo 2028-2034 prevede i National and Regional Partnership Plans, strumenti destinati a riunire in un quadro più integrato investimenti e riforme rivolti agli Stati membri e ai territori. La Commissione indica tra gli obiettivi la semplificazione delle procedure e un sostegno maggiormente adattato alle esigenze nazionali e regionali. Proprio il peso effettivamente riconosciuto alle autorità territoriali nella costruzione di questi piani è però uno dei punti discussi dalle amministrazioni riunite nella coalizione, che a fine settembre hanno portato il tema direttamente nel confronto istituzionale di Bruxelles.

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