Destiny 2, l’addio e il progetto segreto Destiny Infinity: i retroscena di Forbes
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è stato un colpo di scena improvviso, sebbene per molti fan l’annuncio della scorsa settimana abbia rappresentato un duro colpo; la cessazione del supporto a Destiny 2, arrivata ufficialmente con la dichiarazione di Bungie, è in realtà l’epilogo di una crisi iniziata silenziosamente già nell’estate del 2025.
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Secondo un report pubblicato da Forbes, che cita fonti vicine allo sviluppatore, il momento cruciale coincide con il lancio dell’espansione Edge of Fate: le vendite, in quell’occasione, risultarono ben al di sotto delle previsioni, un campanello d’allarme che però non ha portato a una inversione di rotta immediata.
La decisione definitiva di “staccare la spina” al live-service, nello specifico, è maturata soltanto all’inizio del 2026, quando è divenuto chiaro che nemmeno gli aggiornamenti successivi sarebbero stati in grado di arginare l’emorragia di utenti. playstationzone
L’ipotesi del rilancio e la scelta dell’azzeramento
A posteriori, apprendiamo che prima di optare per la conclusione, in casa Bungie si è discusso a lungo di una soluzione alternativa che avrebbe potuto cambiare le sorti del franchise, un vero e proprio rebranding battezzato internamente Destiny Infinity.
L’idea, suggerita da alcune ricostruzioni, era quella di abbandonare il modello attuale – basato su due espansioni minori all’anno – per tornare a un formato più tradizionale, con una singola, massiccia espansione annuale capace di rilanciare l’interesse della community. playstationzone
Questo progetto, che non prevedeva un sequel completo quanto piuttosto una “rinascita” dell’ecosistema esistente, è stato però accantonato dopo un’attenta valutazione dei costi e dei rischi connessi; la necessità di continuare a sostenere lo sviluppo di Marathon, il nuovo shooter dell’azienda, ha giocato un ruolo determinante nel far pendere la bilancia verso la scelta più drastica. playstationzone
Il malcontento dei fan e l’appello inaspettato di un doppiatore
Mentre il countdown segna i giorni che ci separano dall’ultimo aggiornamento di giugno, la scena si arricchisce di un elemento umano spesso assente in queste dinamiche: la protesta dei giocatori.
Il movimento #WeWantDestiny3, nato spontaneamente sui social network per chiedere a gran voce un terzo capitolo, ha ottenuto un endorsement quanto meno singolare, quello di Brandon O’Neill, la voce che dà vita al personaggio di Crow (e in precedenza a Uldren Sov). playstationzone
In un messaggio pubblicato online, il doppiatore ha dichiarato il proprio sostegno alla campagna aggiungendo, con una punta di ironia piuttosto amara, di non disdegnare affatto la prospettiva di tornare a lavorare sul franchise. La sua adesione, sebbene simbolica, ha ulteriormente alimentato il dibattito in un periodo già carico di incertezze non solo per il brand, ma per l’intero studio. playstationzone
Un’uscita di scena tra nuove collezioni e futuro incerto
L’addio a Destiny 2 è stato programmato, paradossalmente, nello stesso giorno in cui il gioco riceverà un’ultima, involontaria spinta commerciale.
Attraverso un post pubblicato sul PlayStation Blog, Sony ha infatti confermato che a partire dal prossimo 9 giugno – data in cui Bungie distribuirà l’ultimo aggiornamento di contenuti, intitolato Monument of Triumph – la Legacy Collection (che include l’espansione La Forma Ultima) sarà resa disponibile per gli abbonati ai tier Extra e Premium di PS Plus. playstationzone
Un’offerta che vale come ultimo, disperato tentativo di allargare la base utenti proprio mentre il supporto attivo volge al termine. Bungie, da parte sua, assicura che i server rimarranno online e che l’universo del gioco non scomparirà del tutto, pur spostando ufficialmente la propria attenzione su altri progetti in incubazione. playstationzone




