Trasferiti a 100 chilometri, la Pam finisce sotto interrogazione: "Grave e inaccettabile"
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Redazione Interno
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La notizia, rimbalzata ieri tra i banchi del supermercato di Pontedera, ha innescato una reazione immediata che non ha tardato a varcare i confini della semplice protesta sindacale per assumere i contorni di un vero e proprio caso politico.
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Due dipendenti – lui di 65 anni, da quattro decenni in forza all’azienda, lei di 47, con un passato di 26 anni di servizio alle spalle – hanno ricevuto una lettera che, di fatto, stravolge le loro esistenze: a partire dall’8 giugno prossimo, dovranno lasciare il punto vendita in cui hanno lavorato per una vita per presentarsi a Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara, a oltre 100 chilometri dalle loro attuali residenze e, nel caso della collega, addirittura pi\u00f9 lontano. lanazione +3
Una distanza che, trasformata in commuting quotidiano o in affitto forzato, equivale a un salasso economico e a un’inaccettabile rottura degli equilibri familiari. lanazione +3
La reazione del sindacato e lo sciopero lampo
La reazione dei lavoratori non si è fatta attendere, plasmando una mobilitazione che ha visto nella mattinata di sabato 30 maggio un presidio organizzato dalla Filcams Cgil davanti all'ingresso del Pam Panorama di Pontedera.
Catia Santochi, segretaria generale della Filcams di Pisa, ha descritto la comunicazione del trasferimento come un vero e proprio "fulmine a ciel sereno", sottolineando come l'azienda abbia agito in totale assenza di un confronto preventivo – un comportamento che segna una brusca rottura rispetto alle "buone relazioni sindacali" del passato. lanazione +3
A rendere ancora pi\u00f9 amaro il provvedimento, secondo la ricostruzione dei manifestanti, è la contraddizione intrinseca della decisione: da un lato si addossano le colpe di presunte difficoltà economiche del punto vendita di Pontedera sulle spalle di due lavoratori definiti "storici", dall'altro, paradossalmente, sarebbero in corso nuove assunzioni a termine proprio nello stesso supermercato. lanazione +3
L’intervento del Pd: interrogazione al ministro
La vicenda, che arriva a pochi mesi di distanza dalle polemiche relative ai cosiddetti "test del carrello" utilizzati come pretesto per contestare licenziamenti in altri punti vendita toscani, ha trovato una pronta eco in parlamento.
Emiliano Fossi, parlamentare del Partito Democratico e segretario regionale della Toscana, ha raccolto il malcontento definendo il fatto "grave e inaccettabile", annunciando la presentazione di un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro del Lavoro. lanazione +3
Nella sua analisi, Fossi ha incardinato l'accaduto in una gestione delle relazioni industriali che appare ormai strutturalmente orientata a "scaricare sui lavoratori il peso delle scelte aziendali". Un giudizio severo che, nella sostanza, contesta la validità delle attuali tutele normative, ritenute insufficienti a impedire che un’anzianità di servizio pluridecennale possa essere brutalmente recisa da un provvedimento unilaterale. lanazione +3
La strategia dei "licenziamenti mascherati"
Non si tratta, nell’analisi dei rappresentanti dei lavoratori, di un semplice spostamento geografico del personale, bensì di una strategia che mira a svuotare il rapporto di lavoro del suo significato pi\u00f9 intimo, quello della prossimità al nucleo affettivo e abitativo del dipendente.
L’espressione usata dalla Filcams è dura: "licenziamenti mascherati", un meccanismo perverso che costringe chi non può permettersi di trasferirsi o di macinare centinaia di chilometri al giorno a rassegnare le dimissioni. lanazione +3
Se da un lato l’azienda si difende adducendo motivazioni legate ai costi e ai conti in rosso del punto vendita di partenza, i contestatori ribattono che la stessa azienda continua ad assumere – in totale contraddizione – personale a tempo determinato per coprire le ore in cui i lavoratori trasferiti non ci sono pi\u00f9. lanazione +3
Lo stesso dipendente 65enne, citato in alcuni resoconti, ha raccontato di essere stato convocato "senza che venissero avvisate le rappresentanze sindacali", liquidato con un secco "vai a Fosdinovo perché lì i costi non ci preoccupano", mentre nel frattempo nel vecchio negozio si accumulano gli straordinari pagati ai nuovi assunti. lanazione +3




