Caos supplenze, in piazza i precari della scuola: “Promesse non mantenute”
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Redazione Interno
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Mentre le scuole si apprestano ad aprire i battenti, un’onda di malcontento, alimentata da errori procedurali e ritardi cronici, travolge il sistema delle supplenze in tutta Italia, spingendo insegnanti, personale ATA e persino studenti a scendere in piazza per reclamare quei diritti che, puntualmente, vengono disattesi all’inizio di ogni anno scolastico. A Bologna, in via de’ Castagnoli, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, si è tenuto un sit-in di protesta indetto dalla FLC CGIL, al quale hanno partecipato numerosi lavoratori precari del settore, tutti accomunati da una medesima frustrazione: quella di essere invisibili agli occhi di un apparato amministrativo che, loro malgrado, li tratta come mere cifre e non come professionisti.
Durante la manifestazione, una delegazione di sindacalisti e precari è stata ricevuta dai funzionari dell’USR, ai quali sono state rinnovate le richieste di chiarezza immediata. Pier Francesco Minnucci, segretario organizzativo del sindacato, ha dichiarato al Corriere di aver ottenuto, almeno sulla carta, l’impegno formale per la consegna di “un prospetto dettagliato di tutte le procedure di nomina del personale per il prossimo anno scolastico”. Una promessa che, sebbene rappresenti un primo passo, si scontra con la realtà di un presente fatto di assegnazioni revocate da un giorno all’altro, trasferimenti improvvisi e docenti lasciati a casa dopo appena ventiquattr’ore dall’aver ricevuto un incarico che credevano certo.
Il problema, peraltro, non è confinato alla sola regione emiliana, ma assume i contorni di un’emergenza nazionale, come testimoniano le segnalazioni che giungono da province come Bari, Benevento, Arezzo, Prato, Lecce e Terni. In queste aree del paese, molti docenti supplenti, invece di ricevere la sospirata assegnazione, si sono ritrovati invischiati in un groviglio di incongruenze burocratiche, vedendosi addirittura cancellare il proprio nome dalle graduatorie senza un’apparente motivazione, come nel caso di quella docente che, interpellata da Open, ha raccontato di essere “passata da due scuole assegnate a sparire completamente dagli elenchi”.




