Italia-Francia, una battaglia persa al tie-break: l’esordio amaro nella VNL 2026
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La pallavolo che conta, quella che profuma di rivalità storiche e di sfide dal sapore eterno, ha offerto l’ennesimo capitolo di una saga senza fine.
Nella cornice canadese di Ottawa, i campioni del mondo in carica dell’Italia hanno inaugurato la loro avventura nella Volleyball Nations League 2026 con un passo falso che brucia, un 2-3 maturato al termine di una maratona di due ore e ventiquattro minuti contro la Francia, la nazionale che detiene il titolo olimpico. federvolley +3
Il punteggio finale, quello che condanna Ferdinando De Giorgi e i suoi ragazzi, recita 19-25, 29-27, 23-25, 25-23, 14-16, un risultato che, se da un lato garantisce comunque un punto prezioso in classifica, dall’altro lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per le occasioni gettate al vento in due frangenti decisivi del match. federvolley +3
L’orgoglio dei singoli non basta: i 30 punti di Rychlicki e la sorpresa Mati
A nulla è servita la prestazione monumentale dell’opposto Kamil Rychlicki, schierato titolare nel sestetto di partenza assieme al palleggiatore Paolo Porro e ai bande Mattia Bottolo e Luca Porro, quest’ultimo autore di una prova solida da 16 punti.
Rychlicki, terminale offensivo dello Zaksa, ha letteralmente trascinato la sua squadra mettendo a referto 30 punti, conditi da una percentuale di attacco letale che ha tenuto in apnea la retroguardia transalpina per larghi tratti dell’incontro. lastampa +3
Accanto a lui, la nota più lieta – se così si può definire in una sconfitta – arriva dal giovane centrale Pardo Mati, classe 2007, alla sua prima presenza assoluta in una manifestazione internazionale di alto livello.
Il diciannovenne originario di Grosseto, schierato titolare da De Giorgi nel cuore della rete, non ha tradito la fiducia: 10 punti per lui, conditi da una presenza a muro che ha fatto ben sperare per il prosieguo della competizione. oasport +3
L’ago della bilancia si chiama Iyegbekedo: i muri francesi spezzano l’equilibrio
Se l’Italia ha fatto affidamento sulla potenza di Rychlicki e sulla freschezza dei suoi giovani, la Francia di Andrea Giani – che siede sulla panchina avversaria dopo una carriera illustre anche nel nostro paese – ha risposto con l’arma che forse in avvio di stagione ci si attendeva meno: la scoperta di Daniel Iyegbekedo. lastampa +3
Il centrale transalpino, appena diciottenne, ha letteralmente dominato la zona di rete con un muro impressionante: ben 8 block vincenti che hanno chiuso ogni varco agli attaccanti azzurri, consentendo alla sua squadra di rimanere aggrappata al match nei momenti di difficoltà. verovolley +3
I 12 punti complessivi del giovane parigino, uniti alla solidità di Trevor Clevenot (16 punti) e alla prolificità del martello Mathis Henno (19 punti), hanno rappresentato il fattore X che ha deciso una partita altrimenti equilibratissima, tanto che il computo dei punti totali (112 a 114 per i francesi) dimostra la sostanziale parità tecnica sul campo. gazzetta +3
Un copione già visto: lucidità nell’allungo decisivo e quel 14-16 che fa rumore
La dinamica del tie-break, forse più di qualsiasi altra frazione, ha raccontato la differenza sostanziale tra le due compagini in questa calda serata nordamericana.
L’Italia è partita forte, è riuscita a conquistare un piccolo margine, eppure quando si è trattato di amministrare il vantaggio nei minuti finali – quelli in cui ogni pallone pesa come un macigno – è emersa la maggiore esperienza dei giocatori d’Oltralpe. legavolley +3
Nonostante gli azzurri siano riusciti ad annullare ben due match point alla Francia, dimostrando un coraggio e una determinazione notevoli, al terzo tentativo la difesa di De Giorgi ha dovuto cedere il passo. Quel 16-14 che ha chiuso i giochi è il simbolo di una opportunità sfumata, di un’occasione per inaugurare il cammino con un colpo di prestigio che sarebbe valso doppio dal punto di vista morale. ivolleymagazine +3
De Giorgi, che ormai da tempo sta portando avanti un processo di ricambio generazionale coraggioso – lo stesso che gli valse un paragone con l’impresa di Ranieri nel calcio – potrà comunque consolarsi con le prestazioni dei debuttanti come Mati e con la reazione d’orgoglio mostrata dopo il ko nel secondo set (29-27), vinto con il sangue agli occhi. federvolley +3




