Calcio sotto l'albero e oltre: il denso calendario delle feste tra Supercoppa, serie A e il modificato boxing day
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Redazione Sport
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Mentre le città si vestono di luminarie e nelle case si preparano i tradizionali festeggiamenti, la macchina del calcio, che di rado conosce vere soste, si appresta a offrire un palinsesto intenso e atipico nel periodo natalizio. L'Italia, in particolare, si distingue per un carico di impegni eccezionale, con tre turni di campionato concentrati in poco più di una settimana, un evento che non si verificava da settant'anni e che costringe le squadre a una gestione meticolosa degli sforzi e dei tempi di recupero. La partita d'apertura di questa maratona è la finale della Supercoppa italiana, in programma il 22 dicembre, che vedrà affrontarsi il Napoli, campione in carica, e il Bologna, vincitore della Coppa Italia, un appuntamento che rappresenta, per gli appassionati, un autentico antipasto da scartare prima dei pranzi delle feste.
Il caso inglese: un boxing day sottotono
Oltre le Alpi, il panorama è variegato: campionati come quelli di Spagna, Germania e Francia hanno infatti optato per una pausa più o meno lunga, sospendendo l'attività fino al gennaio nuovo. La Premier League, invece, pur mantenendo viva la tradizione del boxing day – quel rito collettivo che trasforma il giorno di Santo Stefano in una vera e propria full immersion calcistica – ha introdotto una significativa modifica al consueto programma. Soltanto un incontro, infatti, sarà disputato il 26 dicembre, mentre il grosso delle partite è stato spostato al 27, un cambiamento che altera, seppur non stravolgendola, una consuetudine radicata da decenni nel costume sportivo britannico. La scelta, che ha inevitabilmente suscitato reazioni diverse tra i tifosi, sembra rispondere a logiche di programmazione televisiva e di riposo per gli atleti, in un calendario comunque fittissimo che prevede altri turni a ridosso del Capodanno.
Ritmi serrati in Italia: la gestione degli allenamenti
Tornando in Serie A, l'agenda così compressa impone agli allenatori scelte oculate su come gestire i pochi giorni a disposizione. Alcuni, ad esempio, hanno preferito concedere alla vigilia di Natale e al giorno stesso della festa un completo riposo ai giocatori, riprogrammando la ripresa degli allenamenti solo per il 26, in vista dell'imminente impegno. Altri, invece, hanno strutturato micro-ritiri o sedute tecniche leggere, cercando di non interrompere del tutto il ritmo della preparazione. Queste decisioni, spesso comunicate con tempistiche diverse dalle singole società, riflettono filosofie di lavoro distinte e tengono conto, com'è ovvio, dello stato di forma e dell'appannaggio fisico dei diversi gruppi, molti dei quali reduci da trasferte e impegni infrasettimanali.




