Manna delinea la strategia del Napoli: conferme e mercato tra prudenza e opportunità
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Redazione Sport
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In un'intervista concessa al Corriere dello Sport, il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ha tracciato un quadro nitido della situazione societaria, bilanciando ambizione e realismo. Le dichiarazioni, che toccano diversi fronti delicati, dal mercato in entrata a quello in uscita, disegnano una linea chiara: la squadra campione d'Italia, pur nelle sue oggettive difficoltà di rendimento, non intende compiere mosse dettate dalla fretta o che ne indeboliscano il progetto a lungo termine. Manna ha sottolineato, con una certa perplessità, il paradosso finanziario in cui il club si trova a operare: la necessità di creare spazio economico per nuovi arrivi nonostante la solidità patrimoniale di cui l'ente può vantarsi, un vincolo che impone scelte oculate e non semplicemente dispendiose.
Il nodo delle partenze e il caso Lang
Tra i nomi più volte associati a un possibile addio c'è quello del calciatore olandese, sul quale il manager ha preferito non sbilanciarsi troppo. "Sul possibile addio di Lang non abbiamo ancora preso decisioni definitive", ha affermato Manna, lasciando intendere che ogni valutazione sarà fatta con calma. Allo stesso modo, ha trattato con pragmatismo altre situazioni di giocatori la cui permanenza è dubbia, come quella di Norton-Cuffy e della cosiddetta "Palestra", riferendosi evidentemente a un gruppo di giovani in formazione. Su di loro, il ds ha evitato di pronunciare giudizi perentori, limitandosi a osservare che le loro sorti si decideranno in base alle esigenze tecniche e di roster.
I giocatori non negoziabili: Raspadori e Højlund
Molto più netto, invece, è stato il tono usato quando si è parlato di alcuni pilastri della squadra. Alla precisa domanda su un interesse della Roma per Giacomo Raspadori, la risposta è stata secca e senza tentennamenti: "Penso di no e spero di no, perché è un calciatore importante che rinforzerebbe una concorrente diretta". Una presa di posizione che chiude bruscamente la porta a qualsiasi trattativa e che ribadisce la centralità dell'attaccante nei piani tecnici. Ugualmente, Manna ha voluto ribadire il valore di un altro elemento offensivo, Højlund, definendolo "estremamente importante" per l'economia della squadra e auspicando da lui, nella seconda parte della stagione, una resa ancora maggiore.
Le strade che il mercato non prenderà
Oltre a vigilare sui propri gioielli, il Napoli ha anche deciso di non imboccare alcune piste di mercato ritenute non vantaggiose. Manna ha esplicitamente escluso la possibilità di uno scambio che avrebbe visto coinvolti l'ucraino Dovbyk e l'italiano Lucca, giudicandolo "una strada non percorribile". Una scelta che, al di là dei meriti tecnici dei singoli, indica una volontà precisa di non disperdere il patrimonio a disposizione in operazioni di dubbia utilità immediata. Questo approccio metodico, lontano dai clamori della rumorologia e dalle reazioni a catena provocate da dichiarazioni altrui, sembra essere il filo conduttore di un lavoro che punta più alla stabilizzazione che a rivoluzioni improvvise.




