Indagini su volo militare precipitato a Sabaudia: l'incidente avvenuto prima della chiamata radio di routine
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Redazione Interno
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Le indagini per accertare le cause dell'incidente aereo di Sabaudia, in cui hanno perso la vita due militari, si stanno concentrando su una precisa finestra temporale: i minuti che precedevano la consueta chiamata radio di routine. "Solitamente ogni mezzora, l’equipaggio fa una chiamata per segnalare che tutto procede bene", ha spiegato Francesco Vestito, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare, "ma in questo caso l'incidente è avvenuto prima di quella chiamata, era appena cominciato l’esercizio". Questo elemento delimita il perimetro delle operazioni degli investigatori, collocando l'evento critico nelle fasi iniziali dell’addestramento a bordo del velivolo T-260B, precipitato all’interno del Parco Nazionale del Circeo.
Le vittime commemorate in Senato
Le vittime, il cui ricordo è stato onorato in Senato con un minuto di silenzio, sono il colonnello Simone Mettini, comandante del Settantesimo Stormo di Latina, e l’allievo Lorenzo Nucheli. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel porgere le condoglianze ai familiari e alle autorità militari, ha sottolineato che le cause dell’accaduto “sono ancora da chiarire” e che “sono in corso gli accertamenti”, rimarcando il lutto collettivo per una tragedia che ha colpito profondamente l’istituzione.
Il ricordo di Lorenzo Nucheli
Lorenzo Nucheli, che avrebbe compiuto diciannove anni a pochi giorni dalla sciagura, era un “ragazzo solare, generoso, appassionato del volo e animato da un profondo senso del dovere”, come lo ha descritto il sindaco del suo paese, Serrone, Giancarlo Proietto. Cresciuto in provincia di Frosinone, coltivava fin da giovanissima età, contraddistinta da un notevole altruismo, l’aspirazione a servire il Paese indossando l’uniforme dell’Aeronautica.
L'esperienza di Simone Mettini
Simone Mettini, pilota esperto e stimato, ricopriva un ruolo di comando e responsabilità all’interno dello stormo di Latina. La sua figura, quella di un padre di due bambini, aggiunge una dimensione privata e straziante alla perdita. L’Aeronautica Militare, nel commemorarli, ha parlato di “due vite diverse, unite dalla stessa passione per il volo e dallo stesso impegno”, la cui scomparsa lascia un vuoto profondo in quanti li conoscevano e in tutta la Forza Armata.




