L'attesa per il rapporto di Draghi sulla competitività dell'Ue
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Redazione Economia
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Mario Draghi, ex banchiere centrale ed ex premier, è al centro dell'attenzione per il rapporto sulla competitività che presenterà a fine giugno. Questo documento sarà fondamentale per il prossimo ciclo europeo dopo le elezioni, previsto per il 2025.
Le sfide per l'Europa
L'Unione Europea si affida alla credibilità e all'arguzia di Draghi per definire meglio le priorità effettivamente più importanti. Tra queste, come tenere insieme i tanti fili rossi che legano la capacità di crescita economica ben oltre gli "zero virgola"; il recupero di una posizione competitiva che rifletta effettivamente i livelli di sviluppo tecnico e le dimensioni del mercato europei; il raggiungimento di una "autonomia strategica" nell'energia e nella fornitura delle materie prime necessarie per realizzare gli obiettivi pro clima e la trasformazione digitale; e la difesa della dimensione industriale del continente.
Il ruolo di Draghi
Draghi ha sottolineato l'importanza di essere competitivi per mantenere i nostri sistemi di welfare e preservare i nostri valori fondamentali, ritrovando la capacità di agire insieme e per l'interesse collettivo. Ha esortato a fare qualcosa, a decidere cosa, ma a fare qualcosa, sottolineando che non si può passare tutto il tempo a dire no.
Le reazioni
Nonostante le parole di Draghi, ci sono state reazioni contrastanti. Alcuni hanno criticato le sue proposte come evanescenti e hanno espresso tristezza e imbarazzo. Tuttavia, la maggior parte attende con ansia il suo rapporto e spera che possa fornire una direzione chiara per il futuro dell'Europa.




