Michele Morselli, l’uomo che gestiva gli immobili di Armani e ora è nel suo testamento
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La lettura delle ultime volontà di Giorgio Armani, stilate con quella precisione che lo ha sempre distinto, ha riservato una sorpresa, inserendo un nome meno noto al grande pubblico accanto a quelli dei familiari e del compagno storico, Leo Dell’Orco. Si tratta di Michele Morselli, quarantaduenne amministratore delegato de L’Immobiliare Srl, la società che gestisce il cospicuo patrimonio immobiliare del gruppo. A lui, uomo di fiducia che ha operato lontano dai riflettori del sistema moda, sono destinati ben sessanta milioni di euro, cifra che ne sottolinea il ruolo e la stima di cui godeva.
Morselli, a differenza di altri manager di primo piano come il direttore finanziario Daniele Ballestrazzi o il direttore operativo Giuseppe Marsocci, ha costruito la sua carriera in un ambito specialistico e cruciale, sebbene meno glamour. La sua competenza era focalizzata sulla gestione di un patrimonio edilizio di altissimo livello, che comprende residenze di pregio sparse per il mondo: da Saint-Tropez a Pantelleria, da Antigua a New York, senza dimenticare la proprietà di Broni, in Italia. Un portafoglio di immobili che richiedeva una cura meticolosa e una discrezione assoluta, qualità che evidentemente Armani ha riconosciuto e voluto premiare in maniera significativa.
Questo riconoscimento finanziario, per quanto inatteso per l’opinione pubblica, non era un mistero all’interno del ristretto circolo familiare e aziendale. Ciò che era noto in via privata è ora diventato di dominio pubblico attraverso il documento testamentario, sebbene le formule giuridiche utilizzate rendano la dichiarazione delle volontà meno trasparente di quanto non fosse nella realtà dei fatti. La scelta di includere Morselli appare così non come un gesto dettato dall’impulso, bensì come il logico coronamento di un rapporto professionale di lunga data e di grande fiducia.




