Italia in ritardo nella lotta alla crisi climatica
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Redazione Esteri
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L'Italia, nonostante un lieve miglioramento, continua a rimanere indietro nella lotta contro la crisi climatica. Secondo l'ultimo rapporto del Climate Change Performance Index (CCPI) 2025, presentato alla COP29 di Baku, il Paese ha guadagnato una posizione, passando dal 44° al 43° posto. Tuttavia, questo avanzamento non è sufficiente a colmare il divario con le nazioni leader in materia di politiche climatiche, come Danimarca, Olanda e Regno Unito, che continuano a dominare la classifica.
Il rapporto, realizzato da Germanwatch, Climate Action Network (CAN) e NewClimate Institute, con la collaborazione di Legambiente per il contesto italiano, evidenzia come l'Italia mantenga una posizione bassa su 63 Paesi esaminati, più l'Unione Europea. Questo risultato conferma lo stallo delle politiche climatiche italiane, che non riescono a progredire in modo significativo rispetto all'anno precedente.
Durante la seconda settimana della COP29, caratterizzata da una congiuntura geopolitica incerta e dalla complessità dei negoziati ONU, è emerso che l'Italia non ha ancora raggiunto i risultati necessari per fronteggiare efficacemente la crisi climatica. La conferenza, in corso a Baku, rischia di perdere ulteriore fiducia nel processo dell'Accordo di Parigi, già parecchio travagliato.
Inoltre, il notiziario Tg Green del 21 novembre ha sottolineato il forte incremento dello sharing in Italia, con un aumento delle biciclette e una riduzione dei monopattini, e l'allarme dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura sul rischio di estinzione per oltre il 40% dei coralli




