La Notte della Taranta 2025 omaggia Baudo e rinnova la tradizione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La Notte della Taranta, il più imponente festival europeo di musica popolare, ha celebrato la sua ventottesima edizione a Melpignano, nel Salento leccese, il 23 agosto, sotto il titolo "Sotto lo stesso cielo". Trasmesso in diretta da Rai Tre e diffuso in oltre cento paesi, l’evento ha saputo coniugare, non senza sfide, il rigore della tradizione musicale salentina con le esigenze di una moderna produzione televisiva, raggiungendo nel clou della serata fino a centocinquantamila spettatori nel piazzale dell’ex Convento dei Padri Agostiniani.
La serata, condotta con grande energia da Ema Stokholma, si è aperta con un commosso e doveroso omaggio a Pippo Baudo, scomparso solo una settimana prima, la cui carriera fu segnata anche da una fine intuizione per i talenti musicali. Un ricordo, quello del presentatore, che ha conferito alla kermesse un respiro più ampio, trasformandola nella prima occasione pubblica in diretta Rai per commemorarne la figura. L’orchestra, diretta dal maestro concertatore David Krakauer e accompagnata dalle coreografie di Fredy Franzutti, ha fornito la colonna sonora potente e ipnotica per una notte che ha voluto deliberatamente riportare in primo piano la memoria popolare.
Sul palco, attorno alla conduttrice, si sono avvicendati ospiti di diversa estrazione, i quali hanno tutti cercato un dialogo, a volte ardito, con le sonorità della pizzica. Se alcuni hanno optato per una fusione più rispettosa delle radici, altri hanno osato sperimentazioni audaci, come nel caso di Brancale, il cui performance ha diviso la critica. Il punto di equilibrio, come sottolineato dal direttore Mimmo Mazza, resta infatti la sfida cruciale di questo festival: tutelare l’autenticità di canti e balli tradizionali, nati in quella che un tempo era la Terra d’Otranto, senza per questo rinunciare a una contaminazione necessaria per parlare al presente e a un vasto pubblico.




