Totti racconta il primo bacio con Noemi Bocchi: «Ero emozionato, avevo paura di sbagliare»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Francesco Totti torna a raccontarsi in “Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto. Che poi tocca pure raccontarlo”, il libro scritto con il giornalista Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore, in libreria e in edicola da oggi, martedì 22 settembre.

L’ex capitano della Roma, che ha legato l’intera carriera a un’unica maglia, sceglie di mettere nero su bianco i passaggi più privati degli ultimi anni: la relazione con Noemi Bocchi, il dolore per la scomparsa del padre Enzo e le proposte ricevute per tornare a giocare in Serie A a 48 anni.

Il primo incontro con Noemi Bocchi avviene per caso, in Sardegna, nell’estate del 2021. Totti si trova al Grand Hotel Poltu Quatu con Ilary Blasi e i figli quando, dirigendosi verso la camera dei ragazzi, vede una donna uscire da una stanza e crede si tratti di sua figlia Chanel. È lei a fargli notare l’equivoco. Nei giorni successivi i due si incrociano ancora, senza però interagire davvero. La conoscenza vera comincia più avanti, quando Totti la riconosce durante una cena al Circeo, ma anche in quell’occasione non le si avvicina.

«Era bionda, era bellissima, se ne accorgevano tutti. Era dolce, era intelligente, era interessante: bello scoprirlo pian piano, parlandole», scrive Totti nel libro, ricostruendo i primi scambi di messaggi e lo scambio dei numeri di telefono. Il rapporto con Ilary Blasi, nel frattempo, attraversa una fase sempre più complicata: Totti colloca nell’agosto 2021 l’aumento dei litigi in casa e la rottura che definisce inevitabile, precisando però che il matrimonio è naufragato per responsabilità di entrambi e non di una sola persona.

Il primo bacio arriva «moltissimo tempo dopo» rispetto all’inizio della conoscenza. Totti racconta che i due si incontrano a Roma, vicino a Piazza del Popolo, e che il momento si consuma in auto, nella penombra, «come due ragazzini». Nonostante la familiarità con i momenti ad alta pressione — compreso il rigore contro l’Australia al Mondiale del 2006 — l’ex capitano ammette di essersi trovato improvvisamente impacciato: «C’avevo un po’ di paura, ero emozionato per davvero. Di baci ne avevo dati in vita mia, ma quello lo consideravo importantissimo.

Mica potevo sbagliarlo».

Nel racconto si insinuano i dubbi tipici dell’adolescenza: «La bacio io o aspetto che lo faccia lei? Chiudo gli occhi o li tengo aperti? E se poi non le piace? La lingua ci va oppure no? E se qualcuno ci vede?». Alla fine, scrive Totti, il bacio arriva «al momento giusto», con Roma sullo sfondo.

Il capitolo più doloroso del libro è dedicato al padre Enzo, scomparso il 12 ottobre 2020 all’età di 76 anni per complicanze legate al Covid-19, dopo un ricovero allo Spallanzani di Roma. Totti ricostruisce la telefonata con il medico che lo aveva in cura: «Appena ho sentito quel purtroppo, ho capito, il mondo è crollato. Era morto papà».

Il racconto prosegue con il ricordo degli ultimi istanti del padre, trascorsi attaccato a un macchinario che lo aiutava a respirare: «Eccola, la morte che mi ha cambiato la vita, che non è un controsenso, è pura angoscia». Nel libro Totti definisce Enzo, soprannominato lo Sceriffo, un uomo che parlava solo quando era strettamente necessario, lasciando che fossero gli occhi a dire il resto.

Nel volume trova spazio anche il capitolo relativo al possibile ritorno in campo. Nell’ottobre del 2024, a 48 anni, Totti ha ricevuto proposte concrete da Genoa e Como per tornare a giocare in Serie A. A Genova l’allenatore era Alberto Gilardino, campione del mondo nel 2006 come lui; a Como sedeva in panchina Cesc Fabregas.

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