L’autopsia su Aurora Maniscalco non mostra segni di violenza, ma la famiglia chiede chiarimenti
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Redazione Interno
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L’esame autoptico svolto oggi al Policlinico di Palermo sul corpo di Aurora Maniscalco, la ventiquattrenne hostess palermitana morta a Vienna lo scorso 21 giugno dopo essere precipitata dal terzo piano del suo appartamento, non avrebbe rilevato tracce di violenza. Le lesioni riscontrate, secondo quanto emerso, sarebbero compatibili con l’impatto dovuto alla caduta da un’altezza di circa 14 metri. L’autopsia, disposta dalla Procura di Palermo dopo che le autorità austriache avevano archiviato il caso come incidente o gesto volontario, non ha dunque fornito elementi che possano far ipotizzare un coinvolgimento di terzi.
Nonostante i risultati, la famiglia della giovane – che ha espresso forte perplessità sulla ricostruzione dei fatti – ha chiesto ulteriori accertamenti. La magistratura siciliana, intanto, ha richiesto alla controparte austriaca la documentazione completa delle indagini svolte a Vienna, al fine di confrontarla con i dati emersi dall’autopsia. «Ci sono aspetti che non tornano», ha dichiarato una parente, senza entrare nel dettaglio.
La vicenda, che ha suscitato un ampio dibattito, rimane avvolta nel mistero. Se da un lato l’assenza di segni di aggressione sembrerebbe escludere un delitto, dall’altro le domande della famiglia e la richiesta di approfondimenti lasciano aperta la possibilità che vi siano dinamiche ancora da chiarire. La Procura di Palermo, ora, attende i documenti ufficiali per valutare se esistano i presupposti per ulteriori indagini.




