McLaren, Stella non nasconde le difficoltà ma rilancia: "Presto in corsa per podi e vittorie"
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Redazione Sport
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Non è certo l’inizio di stagione che i campioni del mondo in carica avevano immaginato. La McLaren, reduce da un’annata trionfale, si è trovata ad affrontare un avvio di campionato costellato da intoppi tecnici e ritiri, una situazione che il team principal Andrea Stella ha definito senza mezzi termini “decisamente impegnativa e frustrante”. L’esordio in Australia aveva già lasciato più di un’ombra, con il ritiro di Oscar Piastri nel giro di allineamento e il solo quinto posto di Lando Norris, ma è stato il weekend di Shanghai a trasformare l’incubo in realtà: per un doppio guasto alle batterie, entrambe le monoposto non si sono nemmeno schierate sulla griglia di partenza. Un’evenienza, questa, che Stella ha descritto come “piuttosto eccezionale” nel panorama della massima formula.
A Suzuka, però, sembra intravedersi un’inversione di tendenza. Nelle prime libere, Piastri – che in gara non ha ancora percorso nemmeno un metro – ha stampato il miglior tempo, mentre Norris si è piazzato quarto. Il venerdì giapponese ha offerto una fotografia solo in apparenza semplice: se la classifica dei tempi sembrava restituire l’immagine di una McLaren finalmente reattiva, l’analisi telemetrica e le simulazioni a pieno carico rivelavano un quadro più complesso. La vettura di Woking, pur mostrandosi efficace in ingresso di curva, appariva ancora precaria in trazione, confermando le sensazioni di Stella riguardo a un deficit di grip rispetto alla concorrenza.
Guasti e resilienza, il lungo reset di Woking
La genesi dei problemi, come spiegato dallo stesso dirigente italiano, affonda le radici nella nuova power unit e nella sua gestione elettrica. I guasti occorsi in Cina, seppur diversi tra loro (uno riparabile su Piastri, l’altro tale da richiedere una nuova batteria su Norris), hanno messo in luce una curva di apprendimento ancora tutta da percorrere per integrare al meglio il propulsore Mercedes. Stella ha voluto sottolineare la fiducia totale nei confronti del partner tedesco: “Ci fidiamo al 100% che abbiano messo in atto dei rimedi”. La consapevolezza, in casa McLaren, è che in una stagione caratterizzata da regolamenti completamente nuovi, il margine di miglioramento non risiede solo nell’aerodinamica, ma anche nella capacità di estrarre il massimo potenziale dalla parte ibrida, una sfida che impone ai piloti una gestione della carenza di energia elettrica ben diversa dal passato.
Un altro aspetto su cui Stella ha voluto soffermarsi riguarda la tenuta mentale della squadra, e in particolare di Piastri. L’australiano, penalizzato dall’aver accumulato meno chilometri in gara rispetto ai rivali, ha mostrato una reazione che il team principal ha giudicato “estremamente motivante”. La forza mentale dimostrata dal giovane pilota, capace di metabolizzare la frustrazione di due weekend consecutivi senza poter prendere il via, si è tradotta in uno stimolo per l’intero gruppo, che in questa fase di difficoltà ha trovato nei due piloti una collaborazione più stretta che mai.
La verità della pista: Mercedes in fuga, il potenziale della MCL40
Le qualifiche di Suzuka hanno poi fornito una risposta inequivocabile sulla gerarchia attuale. A firmare la pole position è stato Andrea Kimi Antonelli, il giovane bolognese della Mercedes che ha conquistato la seconda partenza al palo consecutiva, relegando il compagno di squadra George Russell al secondo posto. Per la scuderia tedesca si è trattato dell’ennesima doppietta in questo avvio di stagione, a conferma di un momento di forma eccezionale.
In questo contesto, la McLaren ha dovuto accontentarsi della seconda fila con Piastri, terzo, e della quinta piazza con Norris, risultato che ha evidenziato come il divario dalla vetta sia ancora consistente. Lo stesso Stella, analizzando il risultato, ha ammesso che Ferrari e Mercedes al momento sono “più veloci in curva” e che, sebbene ci siano “indicazioni di progresso” soprattutto nello sfruttamento della power unit, la squadra di Woking è ancora “un passo indietro” rispetto alla Rossa per quanto riguarda il passo gara. Le speranze di agganciare il primo podio stagionale, dunque, passano necessariamente attraverso gli sviluppi tecnici annunciati. “Sappiamo esattamente cosa fare per migliorare il telaio – ha dichiarato Stella – porteremo aggiornamenti che aumenteranno l’efficienza aerodinamica nei prossimi due eventi. Dovremmo vedere una traiettoria positiva”.
La MCL40, insomma, viene descritta dal suo capo tecnico come una piattaforma ad “alto potenziale”, che però al momento sconta un deficit di grip rispetto alle rivali. Il lavoro in fabbrica è concentrato su due fronti paralleli: da un lato l’introduzione di nuove parti per aumentare il carico aerodinamico, dall’altro la messa a punto di una mappatura del motore che consenta di colmare il ritardo nell’erogazione della potenza in uscita di curva. È proprio questa la sfida più complessa dettata dalle nuove regole, dove l’apprendimento in tempo reale è diventato un fattore determinante quanto la pura velocità sul giro secco.




