Juve nel regno dei ghiacci: a Bodo la sfida con il gelo e il Bodø Glimt

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le luci dell'Aspmyra Stadion, un impianto di dimensioni ridotte a poca distanza dal centro abitato e dalla pista aeroportuale, sono già accese da ore, squarciando con il loro alone artificiale il buio precoce del pomeriggio polare. Intorno, un'organizzazione meticolosa è al lavoro per garantire che la partita, nonostante le condizioni estreme, possa regolarmente avere inizio alle ventuno. Il paesaggio è interamente imbiancato da una coltre di neve incessante, resa ancor più pungente dal vento gelido che spazza la zona, mentre il giallo dei giacchini di chi presidia l'area rappresenta l'unica macchia di colore in un contesto dove il bianco domina incontrastato. Per i calciatori, abituati a climi ben diversi, l'adattamento a una respirazione diversa, che darà la sensazione di una fatica amplificata, costituisce solo uno dei moltevoli ostacoli da superare, insieme alla neve che ricopre ogni cosa, alla diversa concentrazione di ossigeno e alla trappola rappresentata dalle rimesse laterali su un campo così condizionato dagli elementi.

L'Uefa non arretra: si gioca al buio e al gelo

Chi arriva a Bodo non può che meravigliarsi, non solo per i colori intensi e la dimensione minuscola di un luogo che ora, a pieno titolo, fa parte del salotto buono del calcio continentale, ma soprattutto per il freddo che avvolge tutto. Giocare poco oltre il circolo polare artico, per chi non vi è avvezzo – il che vuol dire per quasi tutti, fatta eccezione per i padroni di casa del Bodø Glimt – assume i contorni di un'impresa epica, dove le condizioni ambientali diventano un avversario in più. Alle tre del pomeriggio è già scesa la notte, e il freddo che si farà sentire al fischio d'inizio rappresenta un fattore determinante per tutte le squadre che qui hanno dovuto sbarcare; un elemento, questo, che l'Uefa non ha ritenuto di dover sufficientemente considerare, decidendo di non anticipare di qualche ora il calcio d'inizio nonostante le previsioni meteorologiche avverse e l'allerta meteo in corso.

Bianconeri equipaggiati per l'impresa polare

Cappotti termici d'ordinanza, con solo gli occhi lasciati scoperti, mani ben infilate nelle tasche e un freddo che si percepisce come un'immagine tangibile anche solo osservando i filmati: la Juventus è atterrata in Norvegia con un equipaggiamento studiato per resistere alle temperature glaciali che l'attendevano. L'atterraggio a Bodø, località distante quasi milleduecento chilometri dalla capitale Oslo, è avvenuto con il termometro che segnava otto gradi sotto zero, un dato che spiega la scelta di uno speciale abbigliamento tecnico. Il walk-around dei giocatori sul terreno di gioco, prima dell'incontro, è stato emblematico della consapevolezza di doversi confrontare con un ambiente del tutto insolito, un testamento della preparazione necessaria per una sfida che si gioca su più fronti.

Il look futuristico per una sfida da altro pianeta

La squadra bianconera ha fatto il suo ingresso in scena sfoggiando i capi della nuova collaborazione tra adidas Sportswear e Moon Boot, una collezione che unisce suggestioni spaziali e funzionalità tipiche dell'inverno più rigido. Con quella giacca dall'aspetto futuristico, la Juventus sembrava pronta a compiere un viaggio non solo verso l'estremo Nord Europa, ma quasi su un altro pianeta, in un contesto – quello dello stadio di Bodo sotto la neve – che di lunare ha molto, dalla luce riflessa sul manto bianco all'atmosfera surreale che precede una partita che va ben oltre il semplice fatto sportivo.

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