Dybala torna a brillare, ma sullo sfondo resta l'incognita del futuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Per un’ora, all’Olimpico di Torino, Paulo Dybala ha fatto dimenticare ogni cosa: l’ombra dell’addio, che da mesi ormai gli cammina accanto, i richiami d’oltreoceano e quella stagione personale fatta più di silenzi che di note alte. La Joya, che sembrava smarrita nel cuore del campo, si è riaccesa con la violenza di un lampo, trovando in Donyell Malen, il nuovo compagno di reparto arrivato dal Borussia Dortmund, l’interlocutore perfetto per i suoi giochi di prestigio. Un assist preciso per l’esordio in gol dell’olandese, poi la ciliegina di un sigillo personale, il primo dopo un digiuno prolungato che durava dalla trasferta di Reggio Emilia. La sua serata, quella che lo ha visto protagonista assoluto e autore di una prestazione da top player, ha ridato ossigeno non solo alla squadra ma anche alla sua stessa narrazione, troppo a lungo appesantita da continui acciacchi e da un rendimento altalenante.
L'intesa con Malen ridisegna l'attacco giallorosso
L’impatto di Donyell Malen, del resto, è stato immediato e dirompente, tanto da far sembrare già collaudata un’intesa nata da poche sessioni di allenamento. I suoi movimenti, analizzati nel dettaglio dalle telecamere tecniche, hanno offerto a Dybala quegli spazi vitali che negli ultimi tempi gli erano stati negati; l’olandese, con le sue penetrazioni e la sua propensione alla verticalizzazione, ha di fatto cambiato la geometria dell’attacco della Roma, alleggerendo il peso creativo che grava sulle spalle dell’argentino. Quel 2-0 riflette proprio questa sintonia trovata in fretta, una complicità che ha permesso alla Joya di ritrovare dribbling incisivi e conclusioni pericolose, elementi che lo avevano caratterizzato nel suo periodo migliore.
Le dichiarazioni che riaccendono il dibattito
Le luci della ribalta, però, si sono spente in fretta, lasciando il posto alle parole che, come è inevitabile in questi casi, hanno ripreso a rimbalzare fra i media. Da una parte l’allenatore Gian Piero Gasperini, che nel post-partita ha voluto sottolineare come Dybala rappresenti un punto fermo del suo progetto, una pedina centrale attorno alla quale costruire la squadra. Dall’altra, le dichiarazioni dello stesso giocatore, che sebbene improntate al rispetto per il club e i tifosi, non hanno spento ma anzi alimentato i rumors che da mesi circondano il suo destino. La distanza tra le posizioni, in ogni caso, appare ancora ampia, in una partita a tre – club, giocatore e possibili pretendenti – il cui esito è tutto da scrivere.
Una prestazione che solleva interrogativi più ampi
La brillante prestazione di Dybala, quindi, assume i contorni di un discorso più complesso, che va al di là del semplice dato tecnico o del risultato. Essa dimostra, in maniera lampante, quale potenziale possa ancora esprimere un fuoriclasse quando è supportato da meccanismi di gioco adatti e da compagni in sintonia. Al tempo stesso, però, quella stessa esplosione di talento getta un’ombra di dubbio sul perché simili performance siano state così rarefatte nel corso della stagione, interrogandosi sui motivi che hanno portato a un tale isolamento tattico. La partita vera, ora, si gioca su due tavoli distinti: quello del campo, dove la coppia Dybala-Malen promette di poter fare la differenza, e quello della trattativa, dove le distanze da colmare non sembrano affatto ridotte.




