Nintendo Switch 2: il prezzo alto e la strategia dietro il lancio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Da quando Nintendo ha annunciato l’arrivo di Switch 2, il dibattito sul prezzo – fissato a 469,99 euro – ha diviso gli appassionati. Se da un lato l’hardware giustificherebbe la cifra, considerando i salti tecnologici rispetto alla prima generazione e il dominio di Nintendo nel mercato delle console ibride, dall’altro il confronto con il passato è impietoso: nel 2017, la Switch originale debuttò a 319,99 euro, ben 150 euro in meno.
La differenza, però, non sta solo nell’inflazione o nei costi di produzione. Switch 2 si troverà a competere in un panorama radicalmente cambiato, dove dispositivi come Steam Deck e Asus ROG Ally X offrono prestazioni da PC portatili, pur senza i titoli esclusivi di Nintendo. Chi cercherà una console per i giochi multipiattaforma avrà alternative valide, mentre il pubblico fedele a Mario e Zelda dovrà valutare se il prezzo sia giustificato da un catalogo che, almeno all’inizio, potrebbe non discostarsi troppo da quello della predecessora.
Intanto, dietro le quinte, Nintendo sta lavorando per evitare intoppi logistici. Con l’aumento dei dazi statunitensi sui prodotti asiatici, l’azienda ha spostato gran parte della produzione in Vietnam, accelerando le spedizioni per garantire scorte sufficienti al lancio. Una mossa dettata non solo dalla volontà di prevenire carenze, come accaduto con PlayStation 5 e Xbox Series X, ma anche dall’esigenza di contenere i costi aggiuntivi legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina




