Assedio su Pokrovsk, la bandiera ucraina sventola nonostante l'accerchiamento
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Redazione Esteri
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Mentre le forze russe stringono la loro morsa attorno a Pokrovsk, città strategicamente cruciale definita la “porta del Donetsk” e che, secondo gli approfondimenti, sarebbe ormai controllata per l’ottanta per cento dall’esercito invasore, le unità ucraine rimaste in posizione combattono in condizioni di isolamento, private di rifornimenti essenziali e sottoposte a un incessante bombardamento di artiglieria e droni. In uno scenario che, per la sua drammaticità, ricorda da vicino l’assedio di Mariupol, con il rischio concreto che i difensori possano rimanere intrappolati, le operazioni di guerra continuano a infuriare per le strade, inghiottite dalle macerie.
Un gesto di sfida tra le rovine
Proprio in questo contesto di estrema difficoltà, si è consumato un episodio dal forte valore simbolico: i soldati del 425esimo reggimento d’assalto ucraino “Skelya”, infatti, sono riusciti a riconquistare, seppur temporaneamente, l’edificio del consiglio comunale, scacciandone le truppe nemiche e issando nuovamente la bandiera giallo-blu di Kiev. Un atto eroico, il loro, che rappresenta una strenua affermazione di resistenza nonostante la schiacciante pressione militare avversaria e che, se da un lato non modifica le sorti tattiche di un assedio sempre più soffocante, dall’altro costituisce un chiaro segnale di determinazione.
La guerra a distanza colpisce il profondo Sud russo
Parallelamente ai furiosi combattimenti terrestri, il conflitto si estende ben oltre il fronte principale, raggiungendo il territorio nazionale della Russia. Un massiccio attacco condotto con droni ucraini ha colpito la regione di Volgograd, situata nel profondo Sud del paese, causando, secondo le prime ricostruzioni, almeno una vittima e diversi danni materiali. Questa azione, che dimostra la capacità di Kiev di portare la guerra nel cuore del nemico, si inserisce in una strategia più ampia di logoramento.
Nuove vittime civili a Kamianske
Sul fronte interno ucraino, intanto, la popolazione civile continua a pagare un prezzo altissimo. La città di Kamianske, nella regione di Dnipropetrovsk, è stata oggetto di un nuovo attacco con droni russi che ha provocato, come riportato da fonti locali, otto feriti e lo scoppio di diversi incendi, aggiungendo altro dolore a un paese martoriato da bombardamenti quotidiani che colpiscono sistematicamente infrastrutture e centri abitati.




