NaturaSì in vetta alla classifica dei supermercati, mentre Eurospin si conferma leader tra i discount

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La scelta del supermercato in cui rifornirsi non si fonda esclusivamente sulla mera convenienza economica o sulla semplice vicinanza geografica, come dimostra l’indagine annuale condotta da Altroconsumo, la quale, raccogliendo le valutazioni di oltre ventiduemila consumatori, ha elaborato un quadro articolato delle preferenze nazionali. L’organizzazione indipendente, analizzando parametri che spaziano dalla qualità e dall’ampiezza dell’assortimento ai tempi di attesa alle casse, dal comfort degli spazi alla presenza di promozioni, ha sintetizzato i giudizi in un indice di gradimento espresso in centesimi. A raggiungere il punteggio più elevato, posizionandosi saldamente nella fascia di giudizio “ottimo”, è stata l’insegna NaturaSì, un risultato che sottolinea come una proposta dedicata al biologico e alla sostenibilità riesca a conquistare la fiducia degli acquirenti, i quali, pur dovendo spesso affrontare listini non sempre popolari, riconoscono il valore di un’offerta curata e di principi etici condivisi.

Il successo dei discount e il peso delle insegne locali

Nel contesto più ampio della grande distribuzione, tuttavia, il capitolo dedicato alla convenienza economica rimane centrale per una fetta consistente di italiani, i quali, non a caso, hanno premiato il discount Eurospin come la catena più apprezzata nella sua categoria. Il modello di vendita, che punta su prezzi aggressivi e su una selezione di prodotti essenziali, continua a esercitare un forte richiamo, dimostrando una resilienza che supera le fluttuazioni del mercato. Parallelamente, l’indagine mette in luce un fenomeno significativo: il persistente attaccamento a quelle insegne a diffusione regionale o locale che, pur non avendo la capillarità dei colossi nazionali, costruiscono la propria fortuna su un rapporto di prossimità con la clientela, il cui giudizio premia spesso la gestione familiare, la cura del reparto fresco e un servizio percepito come più personalizzato.

L’esperienza fisica della spesa resiste all’avanzata del digitale

Un dato, fra tutti, emerge con chiarezza dallo studio e traccia un solco profondo nelle abitudini di consumo del paese: la quasi totalità degli italiani, infatti, continua a prediligere il canale fisico per gli acquisti alimentari. Soltanto una minoranza, appena il dodici per cento, dichiara di ricorrere alla spesa online, con una percentuale che si riduce al due per cento quando si considerano gli acquisti settimanali; una tendenza, questa, ancor più marcata in regioni come la Sardegna, dove il legame con il territorio e le sue produzioni si rafforza attraverso la concretezza dell’esperienza d’acquisto. Spingere il carrello tra gli scaffali, osservare la merce, interagire con il personale di vendita costituiscono gesti che mantengono un valore inestimabile, consolidando un rituale sociale e pratico difficilmente sostituibile dalla comodità di un click, per quanto efficiente esso possa essere.

I criteri di valutazione e le performance delle diverse catene

La classifica, che assegna punteggi compresi tra i 75 e i 100 punti per i giudizi ottimi e scende sotto la soglia dei 50 per quelli considerati scadenti, offre una fotografia differenziata del panorama della grande distribuzione. Alcune insegne, pur non primeggiando nella categoria della convenienza assoluta, ottengono valutazioni lusinghiere in merito alla qualità percepita dei prodotti o all’organizzazione dei punti vendita, mentre altre riescono a bilanciare vari fattori raggiungendo una media complessiva soddisfacente. L’analisi, nel suo insieme, delinea una geografia dei consumi tutt’altro che omogenea, nella quale coesistono, talvolta nello stesso quartiere o nello stesso comune, modelli di vendita e filosofie commerciali profondamente diverse, ciascuna capace di intercettare esigenze e sensibilità specifiche da parte di una clientela sempre più attenta e informata.

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