Kate Middleton e il rinnovamento silenzioso della monarchia: dall’educazione dei figli alle piccole rivoluzioni quotidiane
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nell’attesa del Trooping the Colour, in programma per sabato 13 giugno, l’attenzione si concentra non solo sulla tradizionale parata militare che da secoli celebra il compleanno ufficiale del sovrano – una consuetudine risalente al regno di Giorgio II, il quale preferì spostare i festeggiamenti dalla fredda novembre alla più mite estate – ma anche sulle scelte, sempre misurate ma mai banali, di chi quella tradizione è chiamato a incarnarla e a proiettarla nel futuro.
Re Carlo, come da calendario, riceverà gli onori delle truppe della Household Division alla Horse Guards Parade, mentre la famiglia reale si riunirà sul balcone di Buckingham Palace per assistere al sorvolo delle Red Arrows; eppure, a catalizzare le riflessioni degli osservatori è ancora una volta la principessa del Galles, la quale, senza mai forzare la mano né inseguire la spettacolarità vuota, sembra aver avviato un processo di modernizzazione che parte dal nucleo più intimo della sua esistenza: la famiglia.
Istruzione e autonomia: i figli non saranno allevati come i loro predecessori
Le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi circa il futuro percorso scolastico dei tre figli – George, Charlotte e Louis – rappresentano forse l’esempio più lampante di questa volontà di cambiamento.
Se per decenni l’aristocrazia britannica ha considerato l’Eton College (scelto da William e Harry) o il rigido Gordonstoun scozzese (frequentato da Carlo) come tappe obbligate per la formazione dei futuri regnanti, fonti vicine a palazzo hanno rivelato che i principi del Galles starebbero seriamente considerando il Marlborough College, l’illustre istituto misto nel Wiltshire dove Kate stessa studiò dopo una difficile esperienza alla Downe House.
Mandare l’erede al trono in una scuola mista, lontana dagli schemi ultra-formali che hanno plasmato le generazioni precedenti, rappresenterebbe un distacco netto dalla tradizione, premiando un approccio educativo che bilancia l’eccellenza accademica (la retta annua si aggira sulle sessantamila sterline) con il benessere personale e la socialità.
Le piccole regole quotidiane: quando chiudere lo sportello diventa una dichiarazione politica
Non si tratta, evidentemente, di rivoluzioni eclatanti o di dichiarazioni ad effetto. La metamorfosi della monarchia, nell’ottica di Kate, passa anche attraverso gesti che ad altri potrebbero apparire minimi, quasi insignificanti, ma che in realtà scardinano protocolli secolari. Si è molto discusso, per esempio, dell’abitudine – ormai consolidata – della principessa di chiudere da sola lo sportello dell’auto durante gli impegni ufficiali, una pratica che sarebbe stata “impensabile” ai tempi della regina Elisabetta II.
A queste osservazioni si aggiungono ora le considerazioni di Grant Harrold, ex maggiordomo al servizio della casa reale, il quale ha ipotizzato che la principessa potrebbe decidere di occuparsi personalmente di un rito di passaggio fondamentale per i giovani rampolli: la scuola guida. Secondo l’ex dipendente, è facile immaginare “Kate al volante che insegna loro a guidare quando saranno abbastanza grandi”, un’eventualità che romperebbe con la tradizione di affidare i principi a istruttori privati.
Guidare non è solo una questione logistica – molte delle residenze reali si trovano in zone isolate – ma rappresenta soprattutto il desiderio di concedere ai figli quella libertà di movimento che i membri più giovani della famiglia, a suo dire, apprezzano profondamente.
Un’eredità silenziosa: come l’ex “borghese” sta cambiando il volto di Windsor
Chi l’ha conosciuta prima del matrimonio, racconta Harrold, descrive una Kate “con i piedi per terra, educata ma anche divertente e scherzosa”, capace di intrattenere rapporti informali con lo staff e di sedersi sui piani di lavoro della cucina per chiacchierare, esattamente come faceva Lady Diana. Oggi, a distanza di anni, quella stessa normalità è diventata la cifra stilistica di un’istituzione che rischiava l’implosione.
L’attenzione ai dettagli nell’educazione dei figli – lontana tanto dalle rigidità del passato quanto dalle logiche della spettacolarizzazione mediatica – sembra essere la risposta concreta a una domanda di rinnovamento che viene dalla società. La principessa del Galles, insomma, non si limita a indossare i gioielli della Corona: sta provando a riadattare la misura di quella Corona, un piccolo giro alla volta, senza che nessuno se ne accorga, se non osservando la naturalezza con cui i suoi figli si affacciano al balcone.
Un balcone che, sabato, li vedrà nuovamente protagonisti accanto al nonno, in una messinscena antica che tuttavia, per la prima volta, sembra parlare il linguaggio del presente.




