Matera e Cremona in prima linea contro i disturbi alimentari

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’Azienda Sanitaria Locale di Matera ha aderito alla Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare (DCA), organizzando una serie di incontri informativi presso l’ospedale cittadino. L’iniziativa, che si è tenuta sabato 15 marzo, rientra in un più ampio contesto di prevenzione e supporto, mirato a far luce su patologie spesso sottovalutate, come anoressia, bulimia e binge eating, ma anche su forme meno conosciute, come la vigoressia, che colpisce soprattutto chi pratica sport a livello agonistico.

I disturbi alimentari, definiti da molti come le “malattie del nuovo millennio”, rappresentano un fenomeno in crescita, con un’incidenza raddoppiata negli ultimi anni, specialmente tra i giovani e gli sportivi. Se da un lato l’obesità infantile rimane un problema rilevante, dall’altro emergono con forza patologie come l’anoressia, che colpiscono in modo trasversale, senza distinzioni di genere o età. In Campania, ad esempio, si registra il maggior numero di casi, come sottolineato da Ciarambino, esperto del settore, che ha evidenziato i progressi fatti nella regione in termini di prevenzione e screening.

A Cremona, l’ASST ha organizzato un Open Day il 13 marzo, offrendo un ambulatorio aperto e gratuito per chiunque volesse ricevere informazioni o supporto sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. L’evento, che si è svolto nei Poliambulatori dell’Ospedale di Cremona, ha coinvolto non solo pazienti, ma anche familiari e cittadini interessati a comprendere meglio queste patologie, spesso caratterizzate da un esordio silenzioso e difficile da riconoscere.

I disturbi alimentari, che includono un ampio ventaglio di manifestazioni, sono spesso il riflesso di cattive abitudini, pressioni sociali e, in alcuni casi, di un rapporto distorto con il cibo e il proprio corpo. Nel mondo dello sport, ad esempio, la vigoressia – un’ossessione per la massa muscolare e la forma fisica – colpisce soprattutto chi pratica discipline che richiedono un controllo estremo del peso e dell’aspetto, come il bodybuilding o la ginnastica artistica.

Le testimonianze di chi ha vissuto queste patologie in prima persona, come quella di una donna che ha lottato contro il binge eating, descrivono un percorso di sofferenza e disperazione, in cui il cibo diventa una vera e propria droga. Alternando diete rigide ad abbuffate compulsive, il rapporto con l’alimentazione si trasforma in un circolo vizioso, difficile da interrompere senza un adeguato supporto psicologico e medico.

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