Un padre camorrista regala una pistola al figlio di due anni: "Tieni, dagliela una botta"
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Redazione Interno
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L’immagine è tanto sconvolgente quanto emblematica di un sistema criminale che non conosce limiti, neppure di età. Un padre, affiliato ai clan camorristici di Pomigliano d’Arco, nella cintura di Napoli, consegna una pistola al figlio di appena due anni, esortandolo con una frase che lascia poco spazio all’interpretazione: “Tieni, dagliela una botta”. La scena, ricostruita attraverso un’intercettazione ambientale datata 17 febbraio 2024, è solo uno dei tasselli di un quadro più ampio, che ha portato i carabinieri a eseguire un’operazione su larga scala contro i clan Ferretti-Mascitelli e Cipoletta. Ventisette gli arresti, di cui ventitre in carcere e quattro ai domiciliari, tra cui spiccano anche quattro minorenni.
L’episodio del bambino con la pistola non è isolato. L’ordinanza cautelare che ha portato allo smantellamento delle organizzazioni criminali locali descrive un contesto in cui l’educazione criminogena è parte integrante della vita familiare. I minori, già in tenera età, vengono esposti a una cultura che esalta la malavita, normalizzando comportamenti violenti e criminali. Un altro frammento di intercettazione, altrettanto agghiacciante, riporta le parole di un nipotino di tre anni allo zio camorrista: “Sparo ai poliziotti”. Una frase che, se pronunciata da un adulto, potrebbe sembrare una minaccia consapevole, ma che, uscita dalla bocca di un bambino, assume un significato ben più profondo e inquietante.
L’inchiesta, che ha coinvolto anche ragazzini tra i 16 e i 17 anni, descrive un mondo in cui la violenza è pane quotidiano. Adolescenti reclutati per compiere furti e rapine, ma anche bambini tra i 3 e i 6 anni costretti ad assorbire i “consigli” criminali dei genitori. Un quadro che non solo evidenzia il degrado sociale in cui versano queste realtà, ma che solleva interrogativi sulla condizione di abbandono in cui crescono i minori, spesso lasciati soli a confrontarsi con modelli distorti e pericolosi.
Il prefetto di Napoli ha espresso soddisfazione per l’operazione, sottolineando come il colpo inferto ai clan abbia un significato particolare, considerando le criticità del contesto locale. Attualmente, sono in corso accertamenti sul Comune di Pomigliano d’Arco da parte di una commissione di accesso nominata dal prefetto su delega del Ministero dell’Interno. Un segnale che dimostra come la lotta alla camorra non si limiti agli arresti, ma cerchi di intervenire anche sulle radici sociali e culturali del fenomeno.




