Lookman cancella se stesso, non l’Atalanta: quei tre gol di Dublino e il silenzio che divide
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Redazione Sport
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Ademola Lookman, togliendo dai propri social network ogni traccia del passato nerazzurro, non ha cancellato l’Atalanta – che con i suoi quasi 120 anni di storia ha visto ben altri calciatori – ma se stesso. La sua identità, almeno in quella maglia, è racchiusa in quei tre gol della finale di Europa League a Dublino, un’impresa che nessuno gli negherà mai, neppure chi ora storce il naso davanti ai suoi gesti plateali. Il resto, comprese le assenze ingiustificate e il silenzio che ha lasciato dietro di sé, rischia di offuscare persino quel ricordo.
Sabato scorso, l’ultima apparizione al centro sportivo di Zingonia per curare un infortunio al polpaccio, poi più nulla. Niente allenamenti, nessuna comunicazione ufficiale, nessun certificato medico a giustificare l’assenza. Solo voci, tra cui quella di un possibile trasferimento all’estero, mentre la sua casa di Bergamo è già vuota. Quattro giorni di assenza ingiustificata, scrive Tuttosport, hanno portato l’Atalanta a un punto di rottura: senza contatti con il suo entourage, il club è pronto a prendere provvedimenti.
L’Inter, dal canto suo, aspetta. Le indiscrezioni parlano di un interesse rimasto in stand-by, in attesa che si chiarisca la posizione del giocatore e che arrivi una cifra su cui trattare. Ma il nodo, per ora, non si scioglie: Lookman è ancora sotto contratto per due anni con l’Atalanta, che potrebbe decidere di sanzionarlo o addirittura di rivalersi, una volta chiuso il mercato. Intanto, la squadra bergamasca va avanti: ieri, ancora una volta, il nigeriano non si è presentato, e oggi la sua convocazione per il test a Colonia è già esclusa.




