Condanna definitiva all’ergastolo per l’ex infermiera Fausta Bonino
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Redazione Interno
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La Corte di Cassazione ha confermato, con una sentenza irrevocabile, la condanna all’ergastolo per Fausta Bonino, l’ex infermiera dell’ospedale Villamarina di Piombino accusata di aver causato la morte di quattro pazienti tra il 2014 e il 2015. La quinta sezione penale del massimo organo giudiziario italiano ha respinto il ricorso presentato dalla difesa della donna, ribadendo così la decisione già emessa lo scorso maggio dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze.
Fausta Bonino, oggi sessantenne, era stata ritenuta colpevole di aver somministrato dosi eccessive di eparina, un anticoagulante, a pazienti ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale toscano. Le vittime, tutte in condizioni critiche ma non terminali, avevano subito un repentino peggioramento delle loro condizioni cliniche, culminato in un esito fatale che aveva immediatamente sollevato sospetti tra i colleghi e i familiari dei deceduti.
Le indagini, avviate dopo una serie di segnalazioni anonime e approfondite dalle forze dell’ordine, avevano portato alla luce una serie di incongruenze nelle pratiche mediche e nelle somministrazioni farmacologiche. L’inchiesta, condotta con il supporto di consulenti tecnici e perizie tossicologiche, aveva identificato nella Bonino l’unica persona presente in tutti i casi di decesso sospetto.
Durante il processo, la difesa aveva cercato di contestare le prove, sostenendo l’assenza di un movente chiaro e avanzando dubbi sulla validità delle perizie. Tuttavia, i giudici di primo e secondo grado avevano ritenuto sufficienti gli elementi raccolti per emettere una condanna all’ergastolo, confermata ora dalla Cassazione.
L’avvocato della Bonino, pur accettando la decisione definitiva, ha dichiarato che la donna è pronta a costituirsi non appena le condizioni logistiche e organizzative lo permetteranno. La vicenda, che ha scosso profondamente la città di Piombino e il mondo sanitario, rimane uno dei casi più controversi e drammatici degli ultimi anni, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei pazienti e sui meccanismi di controllo all’interno delle strutture ospedaliere.




