Meloni a Praga: con Babiš intesa su migranti ed energia, piano d'azione fino al 2030
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato a Praga il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babiš, in una visita ufficiale che ha portato alla firma del Piano d'Azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030, un documento che copre cooperazione politica ed economica, difesa e sicurezza, infrastrutture, ricerca e innovazione, migrazione e competitività. Al termine del colloquio bilaterale, i due leader hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa e hanno partecipato a una cena di lavoro offerta dal premier ceco.
Migrazione e crisi internazionali al centro del confronto
Sul governo dei flussi migratori Meloni ha registrato una piena sintonia con l'omologo ceco. «Abbiamo parlato di governo dei flussi migratori, altra materia sulla quale ci siamo trovati d'accordo. Il Primo Ministro Babiš partecipa al gruppo di lavoro che si riunisce prima dei Consigli europei sulle soluzioni innovative sulla lotta all'immigrazione illegale di massa, e abbiamo spesso apprezzato il suo pragmatismo e i suoi punti di vista», ha dichiarato la premier.
Meloni ha poi indicato una possibile evoluzione della cooperazione: «Non possiamo risolvere il problema dell'immigrazione scaricandolo sul Paese più vicino, abbiamo lavorato sulla dimensione esterna. Un passo futuro della cooperazione può essere quello di utilizzare al massimo le nuove regole, passando per gli hub nei Paesi terzi», sul modello dell'Albania. Nel corso dell'incontro i due leader hanno affrontato anche le principali crisi internazionali, dalla guerra in Ucraina alle difficoltà in Medio Oriente.
«Continuiamo a ritenere che l'Europa possa e debba avere un ruolo più profilato, più attivo e più protagonista in queste crisi», ha aggiunto Meloni.
Proposta comune su Ets e apertura sul nucleare
Il dossier energetico ed europeo è stato uno dei terreni di maggiore convergenza. Italia e Repubblica Ceca hanno definito una proposta comune da presentare al Consiglio europeo di ottobre per correggere il meccanismo Ets, il sistema di scambio delle quote di emissione. Secondo Meloni, l'attuale sistema «crea squilibri e gonfia artificialmente i prezzi», e le sei linee di intervento elaborate dai due governi comprendono il regolamento sul metano, il rinvio dell'Ets2 e meccanismi temporanei di flessibilità nell'assegnazione delle quote gratuite.
Sul nucleare di nuova generazione la premier ha aperto a una partnership tecnologica e industriale: «Siamo entrambi impegnati a diversificare le fonti di approvvigionamento. Dobbiamo sfruttare la complementarietà tra i nostri sistemi produttivi, a partire dallo scenario del nucleare di nuova generazione. L'Italia ha ripreso il cammino, questo è un ambito sul quale possiamo lavorare insieme».
L'endorsement di Babiš e il quadro delle relazioni bilaterali
Al termine del vertice, Babiš ha rivolto a Meloni un endorsement esplicito in vista delle prossime scadenze elettorali europee. «L'Europa può cambiare, può cambiare molto bene l'anno prossimo perché ci sono delle elezioni importanti in Francia, in Spagna, in Polonia. E soprattutto è importante che la Premier vinca di nuovo le elezioni e sia di nuovo primo ministro, fondamentale che ci sia questa continuità per l'Europa», ha dichiarato il premier ceco.
Babiš ha poi indicato i temi prioritari dell'agenda comune, dalle quote di emissione alla difesa, e ha messo in guardia contro il rischio di un declino del continente: «Dobbiamo combattere perché l'Europa sia competitiva, per non avere l'impressione di andare in direzione della caduta dell'Impero Romano».
Il caso Regeni e il bilancio Ue
Nel corso della conferenza stampa, Meloni ha risposto anche a una domanda sul caso Giulio Regeni, ribadendo la vicinanza del governo italiano alla famiglia del ricercatore e l'impegno per la verità. «La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici», ha affermato la premier, aggiungendo di dubitare «che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi».
Sul fronte del bilancio pluriennale dell'Unione, Meloni ha sottolineato la convergenza con Praga sulla necessità di preservare risorse adeguate per la politica agricola comune e per la politica di coesione, e ha indicato nella competitività una priorità condivisa: «Non possiamo raggiungere la competitività se le singole aree non hanno le stesse condizioni».
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