Tesla in crisi in Europa: crollano le vendite, resistono solo Italia e Spagna

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Marzo 2025 si è rivelato un mese difficile per Tesla nel mercato europeo, dove le immatricolazioni sono precipitate in quasi tutti i Paesi, con eccezioni marginali che non bastano a compensare il tonfo generale. In Danimarca, tradizionalmente all’avanguardia nella transizione elettrica, le consegne sono crollate del 65,6%, fermandosi a sole 593 unità, mentre in Francia – nonostante il segmento delle auto a batteria continui a crescere – il costruttore americano ha registrato un calo del 36,8% su base mensile e del 41% nel primo trimestre.

Il dato europeo riflette una tendenza globale: per la prima volta dal 2020, Tesla ha chiuso un trimestre con un -8,5% di consegne rispetto all’anno precedente, interrompendo una crescita media annua del 40% che durava dal 2018. Un segnale preoccupante, aggravato dal crollo in Borsa e dalle valutazioni sempre più critiche degli analisti. Ryan Brinkman di JPMorgan ha parlato di "unprecedented brand damage", sottolineando come la reputazione del marchio stia risentendo non solo dei numeri deludenti, ma anche delle controversie legate a Elon Musk, il cui attivismo politico rischia di pesare più degli annunci tecnologici.

Se in gran parte d’Europa la situazione è critica, due mercati hanno mostrato timidi segnali di ripresa: Italia e Spagna, dove a marzo si è registrato un rimbalzo delle immatricolazioni, seppur insufficiente a compensare i cali altrove. Resta da capire se si tratti di una fluttuazione temporanea o dell’effetto concreto di sconti e promozioni locali. Intanto, la concorrenza – dalle cinesi BYD e MG alle europee Volkswagen e Stellantis – approfitta della situazione, consolidando quote di mercato mentre Tesla arretra.

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