È morto Claudio Sterpin, l’amico di Liliana Resinovich che non smetteva di chiedere verità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è spento all’ospedale di Cattinara, dove era ricoverato da alcuni giorni, Claudio Sterpin. L’ex maratoneta, che aveva 86 anni, era uno dei volti più noti del cosiddetto giallo di Trieste, la vicenda legata alla scomparsa e alla morte di Liliana Resinovich. Fu lui, del resto, l’ultima persona a sentirla al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, prima che della donna si perdessero le tracce per essere poi ritrovata senza vita il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico. Da quel momento, e per oltre quattro anni, non ha mai smesso di ripetere la sua verità, quella di un legame che definiva affettuoso e profondo, e di chiedere giustizia per quella che considerava la sua compagna, tanto che l’avvocato Giuseppe Squitieri, che lo ha assistito, ne ha raccolto l’eredità morale raccontando di come Sterpin lo incitasse sempre a cercare la verità -10.

Il peso di una testimonianza messa al sicuro prima della morte

Gli inquirenti, consapevoli dell’età avanzata dell’uomo e dei problemi di salute che aveva già affrontato negli ultimi mesi del 2024, avevano provveduto a cristallizzare la sua versione dei fatti. Nell’estate del 2025, durante un incidente probatorio voluto dalla pm Ilaria Iozzi, Sterpin fu ascoltato e le sue dichiarazioni sono ora formalmente agli atti, un elemento che la procura potrà utilizzare nel prosieguo delle indagini che, dopo una prima ipotesi di suicidio, si concentrano ora sull’omicidio -1-3-7. Lui, all’uscita dal tribunale, aveva ribadito di aver raccontato le stesse cose che aveva sempre sostenuto, senza cambiare mai una virgola, parlando di una relazione con la Resinovich che, a suo dire, sarebbe dovuta sfociare in una convivenza e in una nuova vita insieme dopo la morte di sua moglie, avvenuta un anno prima della scomparsa di Lilly -2-10.

La reazione del fratello della vittima e i funerali

Sergio Resinovich, fratello di Liliana, ha appreso la notizia con commozione, ricordando in Sterpin una persona che ha sempre lottato con coerenza perché si arrivasse alla verità, senza mai cambiare strada o farsi smentire dai fatti -2. La città di Trieste, che conosceva Sterpin non solo per la vicenda giudiziaria ma anche per il suo passato di atleta, un maratoneta soprannominato l’etiope di Trieste per le sue imprese podistiche che lo avevano portato a percorrere centinaia di migliaia di chilometri, gli darà l’ultimo saluto. I funerali sono stati fissati per venerdì mattina al cimitero di Sant’Anna, con una messa prevista per mezzogiorno -4.

Una battaglia durata anni tra interviste e dichiarazioni pubbliche

Per quattro anni, Claudio Sterpin è stato una presenza costante nei programmi televisivi e nelle cronache locali. Non si è mai risparmiato, presentandosi puntuale anche lo scorso dicembre all’ex Opp per ricordare Lilly a quattro anni dalla sua scomparsa, seppur con le difficoltà fisiche dovute all’età -4. Ha sempre respinto con forza l’ipotesi del suicidio, sostenendo che Liliana stesse progettando il loro futuro, come dimostrerebbero alcune lenzuola acquistate da lei e le ricerche online su nuove case o su come divorziare -1-2. Le sue accuse, spesso dirette al marito della donna, Sebastiano Visintin, unico indagato per omicidio, sono state al centro di aspri confronti e battaglie legali, ma Sterpin non ha mai smesso di ripetere la sua versione, convinto fino all’ultimo che Visintin sapesse qualcosa di più su quanto accaduto a Liliana -2-9.

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