Aston Villa strapazza il Bologna (4-0) e chiude il discorso Europa League
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Redazione Sport
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La notte di Birmingham, per quanto crudelmente preventivabile, lascia addosso una sensazione di macigno. Il Bologna esce di scena dalla Europa League con un passivo pesante – 4-0 al Villa Park, 7-1 nel computo totale – che fotografa senza alcuna pietà il divario tecnico esistente tra la squadra di Vincenzo Italiano e una corazzata come quella di Unai Emery. Più che l'eliminazione, è il modo a bruciare: gli uomini di Italiano, dopo aver già incassato tre reti al Dall'Ara, arrivavano in Inghilterra per giocarsi un turno di semifinale, ma sono stati spazzati via già nel primo tempo da una lezione di cinismo e intensità europea che, a questo livello, non ammette repliche.
Un primo tempo da incubo, il rigore parato e la doccia gelata
La partita, di fatto, si chiude dopo soli venticinque minuti, ma con un copione che rasenta il surreale. Al 16’, l’Aston Villa costruisce una delle azioni corali più riuscite della stagione: Buendia verticalizza per Rogers, il quale serve sul lato sinistro dell’area una palla d’oro per Ollie Watkins; l’attaccante, liberissimo di calciare a centro area, infila Ravaglia per l’1-0 firmando la centesima rete in carriera con la maglia dei Villans. La reazione del Bologna c'è, ma è confinata a un tentativo dalla distanza di Bernardeschi, neutralizzato senza troppi patemi da Martinez.
L’episodio che poteva cambiare la gara – o almeno il suo aspetto psicologico – arriva al 25’. Vitik tocca il braccio in area, l’arbitro assegna il rigore ai padroni di casa dopo la segnalazione del VAR. Ravaglia, subentrato per l'infortunato Skorupski, compie un intervento prodigioso sul penalty calciato da Morgan Rogers, tenendo in vita le flebili speranze dei felsinei. Peccato che la gioia duri lo spazio di un soffio: appena 44 secondi dopo, infatti, su una rimessa laterale, la difesa rossoblù si addormenta e Buendia, con un diagonale sporco sul primo palo, sigla il 2-0 che raddoppia il vantaggio aggregato. Un black out difensivo, quello che segue una grande parata, che Italiano, a fine gara, descriverà come una lezione severa per una squadra giovane. Rogers, poco prima dell’intervallo, si riscatta del rigore sbagliato infilando Ravaglia sul secondo palo per il 3-0, chiudendo virtualmente la contesa.
Il dominio dei centri di Villa Park e la statistica che condanna
Il dato statistico, al termine della doppia sfida, è impietoso. L’Aston Villa ha vinto tutti e quattro i confronti ufficiali contro il Bologna negli ultimi due anni, tra Champions ed Europa League, con un computo complessivo di reti che grida vendetta. Gli uomini di Emery, già semifinalisti di Champions League nella scorsa annata, dimostrano di avere una marcia in più rispetto alla media delle competizioni UEFA, forte di un fattore campo che al Villa Park si è trasformato in un fortino: quindici vittorie nelle ultime diciassette partite europee casalinghe. Per il Bologna, invece, si infrange un tabù particolare: arrivati ai quarti dopo aver vinto tutte le precedenti trasferte europee, i rossoblù hanno perso l’ennesima occasione di sfatare il mito negativo del suolo inglese, dove non vincono dal lontano 1967.
La Fiorentina ci prova ma non basta, l’Italia resta a guardare
La serata amara per il calcio italiano non si ferma ai confini di Birmingham. Nella notte di Conference League, anche la Fiorentina saluta la competizione. A Firenze, i viola di Palladino battono il Crystal Palace per 2-1 in una gara generosa, offrendo una prestazione di orgoglio che però non cancella il pesante 3-0 subito all’andata a Londra. Al contrario del Bologna, la squadra gigliata ha almeno il merito di provarci fino alla fine, riuscendo a vincere la partita sul proprio campo, ma l’asticella dell’impresa era troppo alta. Con le eliminazioni di Bologna e Fiorentina, e con la Roma già fuori nei turni precedenti, l’Italia si ritrova senza nessuna rappresentante nelle semifinali delle coppe europee, decretando una stagione continentale decisamente al di sotto delle aspettative iniziali.
L’analisi del campo: il cinismo inglese batte l’ingenuità italiana
Tornando al match del Villa Park, la differenza sostanziale l’ha fatta la percentuale realizzativa. Laddove il Bologna si è presentato timoroso e poco lucido sotto porta, l’Aston Villa ha trasformato ogni mezzo errore in rete. L’unico vero tentativo di scuotersi dei felsinei, oltre al tiro di Bernardeschi, è arrivato nella ripresa con un tentativo di Orsolini deviato in corner e una conclusione di Moro bloccata da Martinez, ma il risultato era ormai scritto. A mettere la ciliegina sulla torta, al minuto 89, ci pensa il difensore Ezri Konsa: su sviluppo di un corner, l’ex difensore dell’Inghilterra si coordina al volo per un’acrobazia vincente che fissa il 4-0 definitivo. Una mazzata finale per un Bologna che, reduce dalle fatiche della scorsa stagione tra campionato e coppe, chiude così il proprio ciclo europeo con la consapevolezza che per competere con le prime classi della Premier serve ancora un gradino di crescita che, stasera, non si è visto.




