Serie A Women e Msd insieme per la campagna “Blocca l’HPV con la vaccinazione”
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Redazione Salute
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La sala stampa “Paolo Rossi” della Figc, a Roma, ha ospitato ieri la presentazione di una iniziativa che intreccia il mondo del calcio con una battaglia di sanità pubblica, ovvero la prevenzione dei tumori causati dal Papillomavirus, e l’ha fatto con un richiamo implicito, e per molti versi toccante, alla memoria del campione del mondo scomparso. È stato infatti in quella sede che è stata ufficialmente lanciata “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, la campagna di comunicazione approvata dal ministero della Salute e promossa da Msd Italia in collaborazione con la Serie A Women; un progetto che, come hanno spiegato i promotori, adotta un approccio multicanale per raggiungere il pubblico più vasto possibile, sfruttando la popolarità del calcio veicolare un messaggio di tutela della salute. L’iniziativa, come è stato sottolineato durante la conferenza, non si limita a un generico endorsement, ma si fonda su una metafora calcistica studiata per essere immediata: il gesto atletico della portiera che respinge il tiro avversario, simbolo per eccellenza della difesa della porta, viene associato all’azione profilattica del vaccino, capace di “bloccare” il virus e scongiurare, così come la parata evita la sconfitta, lo sviluppo di patologie tumorali potenzialmente letali.
Gravina: il calcio come veicolo di messaggi sociali
Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenuto dal palco, ha voluto sottolineare come la giornata rappresentasse un’occasione per allontanarsi dalle consuete dinamiche, a volte logoranti, legate alla discussione sulle sorti del campionato o sullo sport professionistico. “Oggi siamo felicemente coinvolti per parlare di un argomento di grandissima rilevanza”, ha dichiarato Gravina, rimarcando come la Federazione sia quotidianamente impegnata nella diffusione delle buone pratiche di prevenzione. La partnership con Msd Italia, ha aggiunto, permette di promuovere una campagna ambiziosa che punta a incoraggiare la vaccinazione contro un virus che, come ha ricordato, può essere causa di tumori sia tra le donne che tra gli uomini. Il calcio, con la sua capacità di comunicare e la sua sensibilità, si offre insomma come strumento per trasmettere messaggi socialmente utili, trasformando i valori del gioco in un veicolo di benessere collettivo. Attraverso il suo intervento, Gravina ha posto l’accento sulla volontà della Figc di andare oltre i confini del rettangolo di gioco, abbracciando una responsabilità più ampia nei confronti della collettività.
La metafora della parata e il ruolo delle calciatrici
Il cuore pulsante della campagna, come è stato illustrato nel dettaglio, è un video realizzato con tecniche moderne, che vede protagoniste le portiere del campionato: le loro parate, rese ancora più spettacolari dall’uso dell’intelligenza artificiale, diventano l’emblema della lotta al virus. Così come fermare il pallone impedisce alla squadra avversaria di segnare, allo stesso modo la vaccinazione, spiegano gli organizzatori, consente di prevenire negli uomini e nelle donne quei tumori HPV-correlati che, secondo le stime, ogni anno in Italia colpiscono circa 8.800 persone. Il virus del Papilloma, infatti, rappresenta l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi e, se non regredisce spontaneamente, può evolvere in lesioni precancerose. La scelta di utilizzare l’immagine delle calciatrici, e in particolare delle portiere, non è casuale: esse incarnano la difesa, la protezione e la reattività, qualità che si intendono stimolare nella popolazione riguardo alla propria salute. Il video, e l’intera campagna che lo supporta, sarà diffuso sui canali digitali, sui social media e programmato su DAZN durante le partite di campionato, oltre che sui led bordocampo degli stadi che ospiteranno la Coppa Italia Women.
L’impegno personale di Federica Cappelletti e il ricordo di Paolo Rossi
Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women, ha portato nella presentazione una testimonianza che ha reso l’evento ancora più significativo, raccontando quanto la prevenzione sia sempre stata un valore condiviso con suo marito, Paolo Rossi, l’eroe del Mundial spagnolo del 1982 scomparso nel dicembre del 2020 a causa di un tumore ai polmoni. Una diagnosi, quella della malattia che ha portato via “Pablito”, arrivata purtroppo solo pochi mesi prima della morte, e questa circostanza rende il suo impegno in prima linea in questa iniziativa ancora più profondo e sentito. “Sento Paolo accanto a me, come una presenza gentile”, ha dichiarato Cappelletti, spiegando di portare avanti valori che erano loro comuni ma con la propria responsabilità. Nel suo intervento, la presidente ha ribadito l’orgoglio della Serie A Women nel sostenere un tema di sanità pubblica così rilevante, consapevoli che i tumori correlati all’HPV rappresentano una sfida importante per la salute di tutti. “Il nostro obiettivo è proteggere le persone”, ha aggiunto, invitando a rafforzare le difese aderendo alla vaccinazione e ai programmi di screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, proprio come le portiere fanno ogni settimana con i loro riflessi.
Le parole di Msd Italia e degli esperti di sanità pubblica
Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, ha espresso grande soddisfazione per la collaborazione con il campionato di calcio femminile, definendola una tappa importante nell’impegno dell’azienda verso la prevenzione del Papillomavirus, un investimento sul futuro delle persone e del Paese. Lavorando insieme, ha dichiarato Luppi, c’è l’opportunità di “vincere la partita della prevenzione”, un obiettivo che richiede la sinergia di tutti gli attori in campo, dal Servizio Sanitario Nazionale ai singoli cittadini. A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti anche rappresentanti delle società scientifiche, come Enrico Di Rosa, presidente della SItI, ed Elsa Viora, presidente della SIGO, i quali hanno ribadito l’importanza di una strategia combinata che unisca la prevenzione primaria, attraverso la vaccinazione per uomini e donne, alla prevenzione secondaria, tramite gli screening. La lotta all’HPV, è stato ricordato, non è solo una questione femminile, ma riguarda la salute di tutti, e campagne di comunicazione come questa sono fondamentali per spingere le persone a chiedere informazioni e a proteggersi.




